Blog di Raimondo Schiavone e amici

Tel Aviv brucia

Quando scateni una guerra devi essere pronto a pagarne il prezzo
Le immagini che arrivano da Tel Aviv questa notte sono impressionanti. Esplosioni nel cielo della città, palazzi sventrati, auto carbonizzate, fiamme che illuminano i grattacieli della capitale economica israeliana. I sistemi di difesa, per anni celebrati come uno scudo impenetrabile, questa volta non sono bastati. Alcuni missili sono passati. E il risultato sono incendi, distruzione e paura.
È la guerra.
Una parola che per troppo tempo è stata raccontata come qualcosa che riguardava sempre gli altri. Gaza bombardata. Il Libano sotto attacco. La Siria distrutta. Città intere ridotte in macerie mentre il governo israeliano continuava la sua strategia militare convinto di poter colpire ovunque senza pagare mai il prezzo.
Ma la storia insegna una cosa molto semplice: quando accendi il fuoco della guerra, prima o poi le fiamme arrivano anche a casa tua.
Per anni Israele ha agito nella regione con la sicurezza di chi si sente intoccabile. Superiorità militare, tecnologia, appoggio politico degli Stati Uniti e di una parte dell’Occidente. Un mix che ha alimentato l’idea di poter bombardare, colpire, eliminare nemici e distruggere città senza che nulla potesse realmente tornare indietro.
Questa notte dimostra che quella convinzione era un’illusione.
Quando si bombarda Gaza, quando si colpisce il Libano, quando si destabilizza un’intera regione, la risposta arriva. Può arrivare tardi, può arrivare in forme diverse, ma arriva. È la logica brutale della guerra: azione e rappresaglia.
E oggi Tel Aviv scopre ciò che milioni di persone in Medio Oriente conoscono da anni: il rumore delle sirene, la paura delle esplosioni, il cielo che si illumina di fuoco.
Naturalmente le vittime civili sono sempre una tragedia. Sempre. Ma bisogna avere il coraggio di dire una verità che troppo spesso in Europa e in America si preferisce ignorare: le guerre non nascono dal nulla. Le guerre sono scelte politiche.
E quando un governo sceglie la strada della forza permanente, della provocazione militare e della superiorità armata, deve sapere che prima o poi qualcuno risponderà.
Israele ha costruito negli anni una narrazione di invulnerabilità. Difese perfette, sicurezza assoluta, capacità di colpire ovunque senza conseguenze. Ma nessun sistema militare può garantire questo per sempre.
La notte di Tel Aviv in fiamme racconta proprio questo: nessuna arroganza geopolitica dura in eterno.
Chi semina guerra raccoglie guerra.
E il Medio Oriente, devastato da decenni di conflitti, oggi restituisce il conto. Non è vendetta, è la logica tragica e inevitabile della storia. Quando si scatena una guerra bisogna essere pronti anche a pagarne il prezzo. Anche quando il prezzo arriva sotto casa propria.
Raimondo Schiavone 

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