Blog di Raimondo Schiavone e amici

La Colombia socialista accanto alla Palestina: Gustavo Petro simbolo di giustizia

La Colombia oggi è la voce più forte e più sincera al fianco del popolo palestinese. In un mondo di compromessi, di silenzi comprati e di viltà diplomatica, c’è un Paese che non piega la testa davanti al genocidio in corso: la Colombia socialista guidata da Gustavo Petro.

Petro non è un politico qualsiasi. È un ex guerrigliero, un uomo che ha conosciuto la lotta, la clandestinità, la repressione. Negli anni ’80 militò nell’M-19, il movimento rivoluzionario che sfidò le oligarchie e la violenza di Stato in Colombia. Fu perseguitato, imprigionato, torturato, eppure non rinunciò mai ai suoi ideali. La sua storia personale, fatta di resistenza e sacrificio, lo porta oggi a schierarsi naturalmente con chi subisce oppressione e ingiustizia.

Non a caso, davanti al massacro di Gaza, Petro non ha esitato. La sua voce rompe il silenzio delle cancellerie occidentali. Ha denunciato senza esitazioni i crimini di Israele, ha definito l’occupazione e le stragi per quello che sono: barbarie e ingiustizia. Lo ha fatto non per convenienza, non per calcolo politico, ma per convinzione profonda.

E proprio questa posizione di coraggio gli è costata cara: gli Stati Uniti, infastiditi dalle sue denunce e dalla sua presenza alle manifestazioni di New York a sostegno della Palestina, hanno deciso di revocargli il visto d’ingresso. Una misura punitiva, un atto di pressione che conferma come chi difende i popoli oppressi venga immediatamente messo nel mirino dall’impero. Ma Petro non si è piegato, non ha fatto un passo indietro.

La Colombia socialista è oggi, più di chiunque altro al mondo, il faro della solidarietà internazionale verso la Palestina. L’America Latina, terra che conosce bene le catene del colonialismo e i colpi di stato orchestrati dall’imperialismo, ritrova nella figura di Petro un leader globale, capace di unire il Sud del mondo in una battaglia comune contro l’oppressione.

La sua è una lezione di coraggio a tutti quei governi che preferiscono tacere o giustificare, che condannano solo quando fa comodo, che chiudono gli occhi davanti al sangue dei palestinesi. Petro dimostra che la politica può ancora essere strumento di giustizia, che la voce di un presidente può scuotere le coscienze e indicare una strada diversa, quella della dignità e della verità.

Se oggi esiste un presidente che non ha paura di dire che la Palestina ha diritto a vivere libera, a resistere e ad esistere, questo presidente è Gustavo Petro. Un ex guerrigliero diventato statista, un uomo che ha trasformato la propria lotta personale in un impegno universale: stare sempre, senza se e senza ma, dalla parte degli oppressi.

La Colombia non è più una semplice nazione latinoamericana: è un baluardo morale che ricorda al mondo intero che la giustizia non può essere messa a tacere dalle bombe né comprata con i dollari.

Raimondo Schiavone 

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