Blog di Raimondo Schiavone e amici

La Bulgaria ci ha salvati dall’onta

C'era un copione già scritto, ieri sera a Vienna. Lo stesso copione di sempre, quello che i potenti d'Europa amano recitare quando si tratta di Israele: sorridere, applaudire, fingere che nulla stia accadendo a Gaza mentre si assegnano punti e si agitano bandierine. E per una notte quella macchina oleata del consenso filo-sionista ha quasi funzionato. Israele era lì, sul palco dell'Eurovision Song Contest 2026, pronta a raccogliere il premio della sua impunità davanti alle telecamere di mezzo mondo.
Non è andata così. La Bulgaria, piccolo paese che molti in Occidente faticano persino a trovare sulla carta geografica, ha rovinato la festa. Dara, con il suo Bangaranga, ha vinto con 516 punti, relegando Israele al secondo posto tra le contestazioni di un pubblico che non dimentica, anche dentro un palazzetto di Vienna addobbato a festa. Un risultato che è molto più di una vittoria musicale. È un verdetto politico, morale, umano.
Cinque paesi — Irlanda, Spagna, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda — avevano già detto no, disertando la competizione in segno di protesta contro la decisione dell'EBU di ammettere Israele nonostante le richieste di esclusione legate ai crimini di guerra a Gaza. La Spagna, fra i principali contributori economici dell'Eurovision, non solo non ha partecipato ma non ha nemmeno trasmesso la finale: la tv pubblica ha mandato in onda una serata musicale alternativa. Un gesto di dignità raro in questi tempi di realpolitik spicciola e di governi che si inginocchiano davanti a Washington prima ancora che Gerusalemme parli.
Bene ha fatto la Spagna. Male noi italiani, che invece eravamo lì, con Sal Da Vinci e il tricolore cucito sull'abito da sposa, a fare la nostra figura in una competizione che ammette un paese in guerra, un paese che bombarda ospedali e uccide bambini con la stessa sistematicità con cui l'Eurovision assegna i suoi dodici punti. Non è colpa di Sal Da Vinci. È colpa di chi ha deciso che l'Italia doveva esserci comunque, come se la musica potesse lavare le coscienze sporche di chi guarda dall'altra parte.
I critici accusano l'EBU di doppi standard: la Russia è stata esclusa dall'Eurovision dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022, mentre Israele continua a gareggiare nonostante il bombardamento di Gaza. Non è un dettaglio tecnico. È la radiografia di un'Europa che ha due pesi e due misure, che sceglie le sue vittime in base alla convenienza geopolitica, che si scandalizza per Bucha e tace per Rafah. Un'Europa i cui governanti, per usare una parola gentile, sono complici.
L'EBU ha rivisto il regolamento, riducendo il numero massimo di voti che ciascuno spettatore può esprimere, dopo che un'inchiesta del New York Times aveva rivelato che dal 2024 il governo israeliano avrebbe organizzato una campagna coordinata per influenzare il televoto attraverso pubblicità online, mobilitazione delle comunità israeliane all'estero e il coinvolgimento diretto di diplomatici e ambasciate. Una competizione musicale trasformata in uno strumento di propaganda di stato. E l'EBU che fa? Cambia le regole e lascia Israele al suo posto.
Eppure il popolo ha una sua forma di intelligenza che sfugge ai burocrati di Ginevra. Le giurie di qualità hanno messo la Bulgaria in testa. Il televoto ha confermato. Israele è stata beffata all'ultimo. Non è giustizia. La giustizia sarebbe un'altra cosa, si chiamerebbe cessate il fuoco, si chiamerebbe Corte Penale Internazionale, si chiamerebbe verità sui morti di Gaza. Ma in questo mondo dove la giustizia vera è sistematicamente rinviata, anche una seconda posizione all'Eurovision, conquistata tra le contestazioni e i fischi, è un piccolo segnale che qualcosa si sta muovendo sotto la superficie del conformismo europeo.
La Bulgaria ci ha salvati dall'onta di vedere issare la bandiera di Israele sul palco di Vienna. Un paese piccolo, tornato all'Eurovision dopo anni di assenza, che ha vinto portando energia, musica vera e — senza saperlo o forse sapendolo benissimo — un po' di giustizia simbolica a un popolo che di simboli si nutre perché di tutto il resto viene sistematicamente privato.
Grazie, Bulgaria. L'Europa che non si arrende ti è grata.
Raimondo Schiavone 

Ti sei perso qualcosa?

Iscriviti al servizio di newsletter

Ultimi articoli pubblicati

SCARICA L'APP L'ORA DI DEMOLIRE sul tuo cellulare

INSTALLA
×
PWA Add to Home Icon

Seleziona questa icona in alto a destra PWA Add to Home Banner e poi scegli l'opzione AGGIUNGI alla SCHERMATA HOME

×