Blog di Raimondo Schiavone e amici

Jovanotti, re degli ipocriti: quando il silenzio è complicità

Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha parlato. O meglio, ha balbettato. Davanti a uno dei crimini più atroci del nostro tempo — il genocidio in corso a Gaza — ha scelto la posizione più vile, quella del “non ho niente di intelligente da dire”. E infatti non ha mai avuto nulla di intelligente da dire, se non ritornelli zuccherosi e frasi fatte travestite da pensiero profondo. Questa volta, però, ha superato se stesso.

Nel suo goffo tentativo di sembrare equilibrato, se ne esce con il solito mantra tossico da buon borghese imbalsamato nel privilegio: “da ambo le parti”. Come se bombardare ospedali, affamare civili, mutilare bambini e cancellare un intero popolo fosse paragonabile al lamento disperato di chi muore sotto le bombe. “Da ambo le parti”, dice lui. Ma da una parte ci sono F-16, carri armati, embargo e fosforo bianco. Dall’altra parte ci sono macerie, fame, amputazioni e funerali. Non è neutralità, questa. È codardia. È complicità.

Ma la verità è che Jovanotti non è affatto neutrale. Lo è solo a parole, per proteggere la sua carriera, le sue ospitate, le sue comparsate nei talk show del pensiero unico. In realtà, è perfettamente allineato con il regime israeliano, con i suoi carnefici e i suoi complici. Perché non dire nulla di fronte a un genocidio, mentre si continua a sorridere nelle piazze estive e a farsi selfie con le multinazionali che finanziano l’occupazione, è un atto politico. È una scelta. È uno schieramento.

Jovanotti è la perfetta incarnazione dell’ipocrisia dell’artista pop globalizzato: pacifista quando conviene, ma servo del potere quando il massacro è firmato da Israele e benedetto da Washington. Uno che canta “penso positivo” mentre a Gaza si muore sotto i droni. Uno che dice “viva la vita” mentre la vita viene strappata a milioni di palestinesi nel silenzio assordante dei media e della musica mainstream.

E allora basta. Basta con questo finto profeta da spiaggia, che predica amore universale ma non ha il coraggio di dire che Israele sta compiendo un crimine contro l’umanità. Da oggi in poi, la sua musica va boicottata. Nessuna radio, nessuna TV, nessun palco dovrebbe più dare voce a chi si gira dall’altra parte mentre si consuma un genocidio.

Non c’è più spazio per chi sta nel mezzo. O sei con gli oppressi o sei con gli oppressori. E tu, caro Jovanotti, hai scelto.

Raimondo Schiavone 

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