Blog di Raimondo Schiavone e amici

Inter–Juventus, arbitri e potere: quando il dubbio diventa sistema

La sfida tra Inter e Juventus doveva essere calcio puro. È diventata l’ennesima partita in cui si parla più di arbitri che di gioco.
E il nome è sempre quello: Federico La Penna.
Errori pesanti. Decisioni che hanno inciso sull’inerzia della gara. Gestione dei cartellini incoerente. Episodi chiave valutati in modo discutibile. In una partita di questo livello non puoi permetterti esitazioni, non puoi permetterti interpretazioni sbilanciate, non puoi permetterti di essere protagonista.
E invece lo è stato.
Ma il punto non è solo l’arbitro. Il punto è il sistema che lo manda in campo e poi tace. La FIGC continua a blindare il comparto arbitrale come se fosse una zona franca. Nessuna spiegazione pubblica. Nessuna analisi trasparente. Nessuna assunzione di responsabilità.
E allora cresce un sospetto che serpeggia da tempo tra tifosi e addetti ai lavori: che esista un equilibrio di potere nel quale certe squadre sembrano muoversi con una serenità istituzionale maggiore di altre.
C’è chi dice – ed è una percezione sempre più diffusa – che l’Inter abbia un peso politico dentro le dinamiche federali. Che in certe situazioni la linea sia più morbida. Che l’ambiente nerazzurro venga tutelato più di altri. Sono opinioni, certo. Ma quando si ripetono nel tempo e trovano eco dopo partite come questa, diventano un problema politico, non solo sportivo.
Il calcio vive di fiducia. E la fiducia si costruisce con la trasparenza.
Se ogni Inter–Juve finisce con polemiche arbitrali a senso unico, se ogni decisione dubbia sembra cadere sempre dalla stessa parte, il sospetto diventa corrosivo. Non servono parole come “mafia” o “sicari”. Basta la sensazione di squilibrio. Ed è già devastante.
La Penna non è stato all’altezza. E dopo una prestazione del genere non dovrebbe arbitrare partite di vertice per un periodo significativo. Non è una condanna personale. È tutela del campionato.
Ma soprattutto la FIGC deve uscire dal silenzio. Deve spiegare. Deve chiarire criteri, valutazioni, meccanismi. Perché il dubbio che una squadra “governi” o influenzi le dinamiche federali, anche solo a livello di percezione, è un macigno sulla credibilità del sistema.
Inter–Juventus è la partita simbolo del calcio italiano.
Se diventa il simbolo del sospetto, allora il problema non è più un fischio sbagliato.
È il sistema che non convince più nessuno.
Raimondo Schiavone 

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