Blog di Raimondo Schiavone e amici

Infradito, piedi e nervi scoperti: quando una pubblicità diventa un caso politico

C’era una volta una pubblicità di infradito. Colorata, leggera, brasiliana fino al midollo. Poi, all’improvviso, quella pubblicità ha smesso di parlare di estate e ha iniziato a camminare — anzi, a inciampare — nel terreno minato della politica. È successo in Brasile, patria del sorriso facile e oggi anche del nervo scoperto permanente.
Il marchio è Havaianas, simbolo popolare per definizione. Lo spot augurava di non iniziare il nuovo anno “con il piede destro”, ma “con entrambi i piedi”. Un gioco di parole innocuo? Per molti sì. Per altri, no. In un Paese polarizzato come il Brasile, anche i piedi hanno preso posizione.
A scatenare la tempesta non è stato solo lo slogan, ma anche il volto scelto: Fernanda Torres, attrice stimata e culturalmente associata a un’area progressista. Quanto basta perché una parte della destra legata a Jair Bolsonaro e, in particolare, al figlio Eduardo Bolsonaro, gridasse allo scandalo. Infradito buttate nei cestini, inviti al boicottaggio, accuse di propaganda mascherata. Il tutto per un piede di troppo — o di troppo poco destro.
La scena è quasi surreale: un Paese che si interroga sul colore politico di una suola in gomma. Ma la reazione racconta molto più della pubblicità stessa. Racconta di una società in cui ogni gesto, ogni parola, ogni testimonial viene pesato come se fosse un comizio. Racconta di un clima in cui la leggerezza è diventata sospetta.
Nel frattempo, il mercato non ride. Alpargatas, il gruppo proprietario del marchio, ha visto oscillare il proprio valore, dimostrando che la guerra culturale passa anche dai listini di Borsa. Il paradosso è tutto qui: un brand nato per unire spiaggia e strada finisce risucchiato nella trincea ideologica.
Era una pubblicità politica? Non lo sappiamo. Probabilmente no. Era una pubblicità ingenua in un tempo che non ammette ingenuità? Molto più probabile. In certi contesti, il marketing dovrebbe consultare non solo i creativi ma anche i sismografi: basta un passo falso e il terreno trema.
La lezione, se vogliamo trovarne una, è semplice e amara: quando la politica invade tutto, anche le infradito diventano un manifesto. E il rischio non è solo per i marchi, ma per il buon senso collettivo, che resta spesso scalzo.
Intanto, qui da noi, mentre osserviamo il Brasile discutere se iniziare l’anno con il piede destro o sinistro, una cosa possiamo dirla senza polemiche: in Italia iniziamo il 2026 con tutti e due i piedi per terra. E magari, se possibile, anche con un po’ più di ironia.
Raimondo Schiavone 

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