Il missile che colpisce la scuola femminile in Iran è un tomawok di fabbricazione usa ci sono i video. Trump ha detto un'altra bugia e tutto il mondo a ripetere come pappagalli. Pappagalli come i giornalisti che riportano queste notizie di un pagliaccio che trascina il mondo nel baratro.
Le immagini circolate nelle ultime ore sono impressionanti e difficili da ignorare. Nei video diffusi sui social e analizzati da osservatori indipendenti si vede chiaramente un missile da crociera colpire l’area della scuola femminile nella città iraniana di Minab. Secondo diverse analisi tecniche si tratterebbe di un Tomahawk, un missile di fabbricazione statunitense utilizzato dalle forze armate americane.
Il missile che colpisce la scuola femminile in Iran è un tomawok di fabbricazione usa ci sono i video. Trump ha detto un'altra bugia e tutto il mondo a ripetere come pappagalli. Pappagalli come i giornalisti che riportano queste notizie di un pagliaccio che trascina il mondo nel baratro.
Il punto non è soltanto militare o geopolitico. Il punto è il racconto che viene costruito attorno ai fatti. Perché mentre circolano video, analisi e testimonianze, la macchina della comunicazione politica produce una versione diversa. Una versione che scarica altrove le responsabilità e che viene ripetuta senza troppe domande.
E qui emerge un problema che va oltre la guerra stessa. Il giornalismo dovrebbe essere il luogo della verifica, del dubbio, dell’indagine. Invece troppo spesso diventa il luogo della ripetizione. Una dichiarazione del potente di turno diventa titolo, poi notizia, poi verità accettata.
Trump ha detto un'altra bugia e tutto il mondo a ripetere come pappagalli. Pappagalli come i giornalisti che riportano queste notizie di un pagliaccio che trascina il mondo nel baratro.
Intanto restano le macerie di una scuola. Restano i banchi distrutti, i quaderni sparsi, le scarpe delle bambine rimaste sotto i detriti. Restano le famiglie che scavano tra le pietre cercando le figlie.
E mentre qualcuno continua a discutere di versioni ufficiali e narrazioni geopolitiche, la realtà resta lì, brutale e silenziosa: una scuola colpita, bambine morte, e un mondo che troppo spesso preferisce ripetere piuttosto che capire.
Raimondo Schiavone















e poi scegli l'opzione