È tornato, Mario Guerrini. Armato di penna e di sospetti, si è lanciato sul “Premio Ichnos” come fosse il nuovo scandalo Watergate. Convinto di avere in mano il segreto dell’universo: la Todde che scappa, i soldi che ballano, i giornalisti stranieri che arrivano. Lui, naturalmente, al centro della scena, con la medaglia da salvatore della Sardegna già appuntata al petto.
Peccato che la trama sia molto più banale. I soldi li ha deliberati la Giunta Solinas. Vecchi, vincolati, già destinati. La Todde si trova a doverli gestire, ma non li ha scelti lei. Eppure Guerrini li dipinge come un bottino maledetto, un demone che si aggira nei corridoi della Regione. Denaro ovunque, denaro che infesta, denaro che perseguita. Per lui i soldi non sono mai un capitolo di bilancio: sono fantasmi.
Poi c’è l’altro tormentone: l’addetto stampa della Todde, Jacopo Gasparetti, premiato a Ischia come giovane comunicatore dell’anno. Quel premio era targato dalla stessa sigla, la società campana Ichnos, domiciliata sull’isola napoletana, non in Sardegna. Ed è la stessa Ichnos che oggi organizza il Premio giornalistico in salsa sarda.
E qui la domanda sorge spontanea: che rapporti ci sono davvero fra questa società, la giunta Todde e il cerchio magico che la circonda? Perché una coincidenza va bene, due fanno pensare, tre diventano sospette.
Ma il pezzo più gustoso è l’arrivo in campo della Nuova Sardegna. È a loro che tocca l’organizzazione operativa del premio. E qui la commedia diventa irresistibile: ma la Nuova non era quella che dedicava paginate intere di interviste celebrative alla Presidente? Non erano loro i “compagni di viaggio” della narrazione ufficiale? E adesso piovono soldi pubblici per organizzare il premio. Chi l’ha deciso? Con quale criterio?
Guerrini, ovviamente, si guarda bene dal rispondere. Gli basta il teatrino: la Presidente che scappa (grazie a lui), l’assessore spiazzato, i giornalisti stranieri in arrivo, le banconote che infestano i suoi incubi. Ma la domanda vera è un’altra: cosa penserà adesso Zuncheddu, vedendo la Nuova Sardegna manovrare fondi regionali così importanti? Altro che passerella al Forte Village: qui c’è il rischio di una guerra di potere vera.
In fondo, tutta la storia del Premio Ichnos – nato per promuovere la Sardegna nel mondo – sembra una recita scritta male: una società campana con il nome greco dell’isola, un portavoce premiato come Montanelli dei poveri, un quotidiano regionale che si prende la torta, e Guerrini che ci costruisce sopra la sua epopea personale.
Alla fine resta solo questo: un grande circo di illusioni, mezze verità e ossessioni per i soldi. E, come in ogni circo, l’unico pagliaccio che ride davvero è lui, Mario Guerrini.
Raimondo Schiavone















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