Blog di Raimondo Schiavone e amici

I gringos contro il Venezuela: l’impero non sopporta chi resiste

Gli Stati Uniti non sopportano Nicolás Maduro, così come non hanno mai sopportato il Venezuela indipendente. Non sopportano un Paese che, pur con le sue contraddizioni, ha scelto di non piegarsi ai diktat della Casa Bianca. Loro, i gringos, sono abituati alle colonie in Sud America: governi obbedienti, presidenti fantoccio, élite pronte a svendere la propria sovranità in cambio di dollari.

Ma il Sud America, con sfumature diverse e traiettorie autonome, sta mostrando segni di ribellione. Non è più il cortile di casa di Washington. La presenza cinese in Venezuela, i legami con la Russia, la volontà di aprirsi a un mondo multipolare fanno impazzire gli strateghi del Pentagono.

E allora ecco la solita ricetta: minaccia esterna, spiegamento di armi nel Mar dei Caraibi, tentativi di golpe comprando generali, corrompendo politici, finanziando l’opposizione più aggressiva. Il copione è sempre lo stesso: destabilizzare, delegittimare, fomentare disordini. In nome della “democrazia” e dei “diritti umani”, parole vuote dietro cui si nasconde il vecchio imperialismo yankee.

È vero, Maduro non è Chávez. Non ha il suo carisma, non ha la sua forza simbolica. Ma questo non autorizza nessuno, tantomeno gli Stati Uniti, a decidere chi deve governare a Caracas. Non si può accettare che ogni volta che un governo non piace a Washington venga abbattuto a colpi di embarghi, colpi di Stato, aggressioni dirette o indirette.

Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a oggi, le guerre americane sono diventate troppe. Troppe invasioni, troppe ingerenze, troppe interferenze in nome di un ordine mondiale che non esiste più. Dall’Asia al Medio Oriente, dall’Africa al Sud America, la storia è la stessa: distruggere ogni germoglio di socialismo, ogni anelito di libertà, ogni tentativo di emancipazione dal dominio del dollaro.

Dopo il Venezuela sarà Cuba, e dopo Cuba sarà un altro Paese latinoamericano, fino a cancellare ogni esperimento di indipendenza reale. Perché gli Stati Uniti non tollerano che i popoli scelgano strade diverse. Perché ogni forma di sovranità autonoma per loro è una minaccia.

Ma forse è arrivato il momento di dire basta. Basta guerre, basta colpi di Stato, basta con l’arroganza di un semi-popolo senza storia che pretende di insegnare al mondo cosa sia la democrazia mentre pratica solo dominio e sottomissione.

Il Venezuela, con tutti i suoi limiti, ha scelto di restare in piedi. E questa è la sua più grande colpa agli occhi dell’impero.

Raimondo Schiavone 

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