Blog di Raimondo Schiavone e amici

I CENTO DELL’APOCALISSE: CALENDA E PICIERCNO ALLA RISCOSSA DEL NULLA

A Roma, città eterna, ieri si è consumata una scena che manco le comparse del teatro di periferia avrebbero avuto il coraggio di mettere in cartellone: la grande manifestazione “pro Ucraina” convocata da Carlo Calenda e dal suo sodale da battaglia Picierno. Doveva essere un evento epocale, un richiamo civile, un’onda di popolo. Alla fine erano in cento. Giusti giusti per fare una squadra di calcetto con un bel po’ di panchinari.

Eccoli lì, a gonfiare il petto davanti a un microfono che amplificava più eco che consenso, convinti di rappresentare la voce dell’Italia mentre l’Italia, quella vera, era da tutt’altra parte: a lavorare, a vivere, a cercare di arrivare a fine mese, e soprattutto a non voler più saperne di una guerra che non ha deciso, non ha voluto, e che vede continuare solo perché fa comodo a governi che giocano alla geopolitica con il sangue degli altri.

Ma loro no. Calenda e Picierno, i personaggi in cerca d’autore della politica italiana, hanno bisogno del palcoscenico come l’edera del muro. Devono arrampicarsi, mostrarsi, proclamarsi salvatori del mondo mentre il mondo non li vede, non li ascolta, e soprattutto non li segue. E allora ecco che si inventano la piazza morale — che poi di morale non aveva nulla — per sentirsi di nuovo al centro di qualcosa. Qualsiasi cosa. Anche del vuoto.

La verità, che non diranno mai, è che gli italiani sono stanchi. Stanchi di pagare il prezzo di scelte prese nelle stanze dei bottoni. Stanchi di sentirsi ripetere che “bisogna resistere”, mentre loro resistono benissimo nei talk show. Stanchi di vedere un dibattito pubblico monopolizzato da chi non ha mai messo piede nella vita reale, da chi vive di propaganda e di messaggi preconfezionati.

E allora, mentre Calenda e Picierno facevano finta di guidare una marcia che non c’era, il Paese continuava a camminare per conto suo. Senza di loro. E soprattutto: lontano da loro.

Niente morale, niente prediche. Solo un fatto semplice, nudo e imbarazzante: quando questi due convocano il popolo, il popolo non si presenta. E il silenzio di quella piazza vuota valeva più di qualsiasi discorso.

Raimondo Schiavone 

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