Blog di Raimondo Schiavone e amici

GRAZIE MORGAN. UNA SERATA POLITICAMENTE SCORRETTA

Ieri sera, al Teatro Carmen Melis di Cagliari, è accaduto qualcosa che difficilmente si può racchiudere nella definizione di "presentazione di un libro".
E forse era giusto così.
Perché Politicamente scorretto non è un libro nato per seguire i percorsi ordinari. E la sua presentazione non poteva che essere diversa dai rituali spesso prevedibili che accompagnano gli eventi letterari.
Per questo voglio dire semplicemente: grazie Morgan.
Grazie per la bellissima serata che hai regalato al pubblico. Grazie per le meravigliose canzoni eseguite al pianoforte, che hanno trasformato una semplice presentazione in un momento di emozione autentica e condivisa.
Chi vorrà leggere il libro lo farà. Le copie sono lì, disponibili per chi desidera intraprendere quel viaggio. Ma ieri non era il libro il vero protagonista.
Ieri sono state protagoniste le idee, le emozioni e soprattutto l'umanità.
Morgan si è raccontato senza maschere. Si è aperto davanti al pubblico con una sincerità che raramente si incontra nei personaggi pubblici. Ha parlato delle sue cadute, delle sue battaglie, delle incomprensioni che hanno accompagnato il suo percorso umano e professionale.
Mentre lo ascoltavo, ho avuto la conferma di aver scelto la persona giusta per accompagnare la nascita pubblica di questo libro.
Perché Politicamente scorretto parla, in fondo, proprio di questo: della distanza che esiste tra ciò che siamo e ciò che la società pretende che siamo. Della paura del giudizio. Dell'ipocrisia che spesso premia la finzione e punisce l'autenticità.
Morgan è un genio musicale. Lo dimostra la sua storia artistica, lo dimostrano le sue composizioni, lo dimostra la capacità quasi unica di trasformare qualsiasi conversazione in un laboratorio di idee.
Ma ieri ho visto soprattutto l'uomo.
Un uomo colto, sensibile, intelligente, capace di affrontare pubblicamente le proprie fragilità senza nascondersi dietro il personaggio. Un uomo che continua a pagare il prezzo del suo essere fuori dagli schemi. Lo ha detto lui stesso, con una lucidità che ha colpito tutti i presenti.
Viviamo in una società che ama proclamare la libertà, ma che spesso accetta soltanto chi si conforma. Una società che celebra l'originalità fino a quando non diventa davvero scomoda. Che applaude il talento ma fatica a tollerare chi rifiuta di essere addomesticato.
Eppure sono proprio le persone fuori dagli schemi quelle che fanno avanzare il pensiero, l'arte e la cultura.
Ieri sera Morgan ha ricordato a tutti noi che l'arte non nasce dall'obbedienza ma dall'inquietudine. Non dalla ricerca del consenso ma dal coraggio di essere se stessi.
È stata una serata intensa. Una serata fatta di musica, riflessioni, sorrisi e momenti di profonda umanità.
Una serata che, nel suo modo imprevedibile e anticonvenzionale, è stata perfettamente coerente con il titolo del mio libro.
Politicamente scorretta.
E per questo, semplicemente, indimenticabile.
Raimondo Schiavone

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