Blog di Raimondo Schiavone e amici

Drone israeliano colpisce la Global Sumud Flotilla: paura dell’effetto mediatico dietro l’atto criminale

8 settembre 2025 – La Global Sumud Flotilla (GSF) ha denunciato un attacco gravissimo nelle acque tunisine: una delle imbarcazioni principali della missione, la Family Boat, è stata colpita da un drone mentre si preparava a salpare verso Gaza. A bordo viaggiavano membri del Comitato Direttivo del GSF. L’imbarcazione batteva bandiera portoghese ed era destinata a guidare la flottiglia internazionale di solidarietà con il popolo palestinese.

L’attacco ha provocato un incendio che ha danneggiato l’albero maestro e lo stivaggio sottocoperta. Non si registrano vittime, ma l’episodio conferma i rischi enormi ai quali sono esposti attivisti e volontari che sfidano l’embargo israeliano sulla Striscia di Gaza.

La Global Sumud Flotilla non ha dubbi: dietro l’aggressione c’è Israele, deciso a fermare con ogni mezzo un’iniziativa che potrebbe avere un impatto mediatico devastante per l’immagine di Tel Aviv. La flottiglia non è infatti solo un gesto simbolico: è una denuncia vivente contro l’assedio che da anni strangola Gaza. Ecco perché, secondo gli organizzatori, Israele sceglie la via della violenza e della intimidazione preventiva.

«Gli atti di aggressione volti a intimidire e ostacolare la nostra missione non ci fermeranno – si legge nel comunicato ufficiale – il nostro obiettivo collettivo di rompere l’assedio su Gaza e di esprimere solidarietà al suo popolo prosegue con determinazione e fermezza».

L’episodio rappresenta un atto criminale e una violazione palese del diritto internazionale: un attacco armato contro una nave civile in acque internazionali, senza alcuna giustificazione. Israele mostra ancora una volta di essere fuori controllo, pronto a colpire chiunque osi denunciare il genocidio in corso a Gaza.

La comunità internazionale, già spesso silente di fronte alle azioni israeliane, viene ora chiamata a un banco di prova decisivo: difendere i diritti degli attivisti e garantire che la libertà di navigazione non venga cancellata dall’arroganza di uno Stato che si considera impunito.

La Family Boat tornerà presto in mare, promettono gli organizzatori. Perché la paura che Israele dimostra con i suoi droni è la prova più lampante che la voce della Global Sumud Flotilla è arrivata forte e chiara: il mondo non può più ignorare Gaza.

Raimondo Schiavone 

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