È molto più facile distruggere che costruire.
Costruire richiede fatica, tempo, visione. Distruggere è l’arte del semplicismo.
Chi costruisce deve studiare, lavorare, sbagliare, correggere. Deve mettere insieme persone diverse, interessi diversi, idee diverse. Deve avere pazienza. Deve sopportare critiche, invidie, ostacoli. Costruire è un processo lungo, quasi sempre silenzioso, spesso ingrato.
Distruggere invece è immediato. Non richiede intelligenza strategica, ma solo superficialità. Basta una frase, una polemica, un attacco mediatico, una decisione presa sull’onda dell’emotività. In pochi minuti si può demolire ciò che altri hanno costruito in anni.
Viviamo in un’epoca in cui distruggere è diventato quasi uno sport. I social sono pieni di demolitori professionisti. Politici che non costruiscono nulla ma si alimentano di polemica. Opinionisti che non propongono soluzioni ma vivono di critica permanente. Persone che non hanno mai creato niente ma si sentono autorizzate a demolire tutto.
È il trionfo del semplicismo.
Eppure, a essere onesti fino in fondo, esiste anche un’altra verità. In certi momenti della storia è necessario distruggere qualcosa per poter ricostruire. Le strutture marce, i sistemi corrotti, le ipocrisie consolidate devono essere abbattute prima che possa nascere qualcosa di nuovo. Nessuna società cambia davvero senza rompere qualche equilibrio.
Ma proprio qui si annida la grande ipocrisia del nostro tempo.
Molti si presentano come “distruttori del vecchio” per giustificare il nulla che producono. Parlano di rivoluzione, di cambiamento, di abbattimento dei sistemi. Ma dopo la distruzione non costruiscono nulla. Restano solo macerie, slogan e confusione.
Distruggere senza avere la capacità di costruire non è coraggio. È solo irresponsabilità.
La vera rivoluzione non è abbattere tutto. La vera rivoluzione è avere la forza di costruire qualcosa di migliore al posto di ciò che si è distrutto.
Ed è proprio l’ipocrisia il più grande ostacolo alla costruzione. L’ipocrisia di chi predica cambiamento ma difende i propri privilegi. L’ipocrisia di chi critica tutto ma non si assume mai una responsabilità. L’ipocrisia di chi usa la distruzione come alibi per non costruire nulla.
Perché distruggere è facile.
Costruire, invece, è una cosa seria.
E richiede una qualità sempre più rara: il coraggio.
Raimondo Schiavone















e poi scegli l'opzione