Blog di Raimondo Schiavone e amici

Deledda negli scatoloni: la Provincia di Nuoro e la farsa dei libri dimenticati

Oggi tutti festeggiano Grazia Deledda. Ricorrenze, celebrazioni, frasi fatte. Io invece, davanti al nome di Deledda, non riesco a non pensare a una storia che, più che da Nobel, sembra da cabaret.

L’ho già raccontata sul mio blog www.loradidemolire.it: sono stato accusato da certi dirigenti della Provincia di Nuoro, capitanati dal “delatore seriale” Mariano Meloni. Peccato che il PM, con un gesto di buonsenso, abbia archiviato tutto riconoscendo che le accuse erano campate in aria. Insomma, tanto rumore per nulla.

Ma la parte grottesca viene adesso: nei miei depositi stanno ancora lì, impilati e ben inscatolati, centinaia di libri su Grazia Deledda commissionati e pagati dalla Provincia. Un patrimonio culturale che potrebbe arricchire scuole e biblioteche, ridotto invece a far compagnia ai ragni del magazzino.

Ho inviato PEC su PEC, lettere degli avvocati, persino segnali di fumo se serviva. Risultato? Silenzio tombale. Anzi, no: dopo che ho scritto che avrei addebitato i costi del deposito, il Segretario Generale dell’ente ha avuto la brillante idea di mandarmi una lettera piena di velate minacce e ipotetici addebiti. Da non crederci: non solo non ritirano i libri, ma cercano pure di ribaltare la frittata.

Poi c’è il dott. Giuseppe Zucca, altro dirigente “creativo” che ai tempi aveva dato man forte al Meloni nelle sue denunce da bar sport: interpellato da me via pec, non ha mai risposto. Un silenzio così compatto che nemmeno la roccia di Monte Ortobene.

E per non farmi mancare nulla, il Capo di Gabinetto del Commissario della Provincia mi ha persino telefonato, solennemente annunciando che i libri sarebbero stati ritirati. Naturalmente… non si è visto nessuno.

E allora? Io andrò fino in fondo: segnalerò il tutto alla Corte dei Conti, metterò nero su bianco i costi di deposito che non mi competono, e se serve destinerò i libri in beneficenza. Perché la misura è colma.

Siamo stanchi di una pubblica amministrazione inefficiente e capricciosa, che tratta i beni culturali come pacchi di Amazon da dimenticare in giacenza. Quei libri sono un patrimonio dei sardi, non delle ragnatele.

Io non mi fermo, ve lo garantisco. Del resto, come dice qualcuno, ho le spalle larghe. E a forza di portarmi dietro scatoloni, ormai anche i bicipiti.

Raimondo Schiavone 

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