I
l personaggio della settimana non poteva che essere lui: l’uomo che riesce a incarnare allo stesso tempo l’accattone in giacca e cravatta e il Marchese del Grillo, con quel ghigno aristocratico che nasconde un vuoto pneumatico di idee. Gonfio come un palloncino, anzi come un dirigibile, ma incapace di spiccare il volo, resta ancorato a terra tra una smorfia di presunzione e l’eterna posa da "so tutto io".
È dimagrito, dicono. Ma la dieta non basta: rimane sempre un pallone gonfiato, solo un po’ più sgonfiato sui fianchi e rigonfiato nell’ego.
Gli aneddoti non mancano. Alla cena di gala si è presentato con passo da pavone, raccontando di avere “contatti diretti” con ministri e generali… salvo poi farsi smentire da un cameriere che lo ha visto chiedere lo sconto sul menù vegetariano. Al convegno, ha parlato per mezz’ora senza dire nulla, se non l’ormai celebre frase: “Io sono il futuro”. E infatti il futuro lo aspetta, ma solo alla fermata del bus.
C’è chi lo ricorda ancora, anni fa, a caccia di inviti e cene gratis: un accattone elegante, sempre pronto a chiedere “un posto per me” nei tavoli che contano. Poi il salto di qualità: oggi si veste da marchese del Grillo, ma il copione è sempre lo stesso — “io sono io, e voi non siete un…”.
Solo che la battuta, detta da lui, non fa ridere. Fa ridere di lui.
Il personaggio della settimana è questo: un simbolo di vanità senza talento, di prepotenza senza potere, di ambizione senza fondamenta. Un pallone gonfiato che, come tutti i palloni, finirà inevitabilmente per sgonfiarsi con un “pfff” nel silenzio generale.
Raimondo Schiavone















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