Blog di Raimondo Schiavone e amici

Colombia. Petro espelle i diplomatici israeliani: lezione di dignità che l’Italia non sa dare

In Colombia c’è un presidente che non ha paura di chiamare le cose con il loro nome e di agire di conseguenza. Gustavo Petro, già guerrigliero e oggi simbolo di una sinistra di governo che non piega la testa davanti alle ingiustizie, ha ordinato l’espulsione dell’intera delegazione diplomatica israeliana dal Paese. Una scelta netta, senza ambiguità, scaturita dall’attacco alla Flottiglia Global Sumud e dalla detenzione illegale di due cittadine colombiane, Manuela Bedoya e Luna Barreto, sequestrate dall’esercito israeliano mentre tentavano di portare aiuti umanitari a Gaza, a 150 miglia dalla costa, in pieno diritto internazionale.

Questa è la politica con la P maiuscola, non quella dei servi. Petro non ha esitato: ha difeso i suoi cittadini, ha difeso la legalità internazionale, ha difeso la dignità del suo popolo. Un presidente che ricorda al mondo che la sovranità non è una parola vuota e che i diplomatici non possono rimanere nel suo Paese mentre il loro Stato calpesta il diritto e sequestra esseri umani.

E guardando a Bogotá, non possiamo non rivolgere lo sguardo a Roma con rabbia e vergogna. Perché mentre la Colombia alza la testa, l’Italia si accuccia. Mentre Petro espelle i diplomatici israeliani, il nostro ministro degli Esteri Tajani recita la parte del portavoce di Tel Aviv negli studi televisivi. Mentre la Colombia pretende giustizia, il governo italiano si limita a giustificare “regole di ingaggio” e a parlare di “espulsioni” dei nostri connazionali come se fosse una prassi normale.

Il gesto di Petro è una lezione di dignità che i nostri rappresentanti dovrebbero studiare ogni giorno davanti allo specchio. Perché la politica non è difendere l’oppressore, non è farsi umiliare in diretta tv, non è trasformarsi in cassa di risonanza per un governo che viola sistematicamente le leggi internazionali. La politica è avere il coraggio di dire “basta”, di difendere i propri cittadini, di non piegarsi davanti ai ricatti.

Oggi la Colombia ci mostra che un altro modo di stare al mondo è possibile. E ci mostra, soprattutto, quanto piccoli, servili e indegni appaiano i nostri governanti al confronto.

Raimondo Schiavone 

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