Con una stretta di mano solenne e densa di significati, i leader di Cina e India hanno inaugurato un nuovo corso nei rapporti bilaterali, aprendo scenari geopolitici destinati a ridefinire il futuro dell’Asia e non solo. Insieme, i due giganti rappresentano circa il 36% della popolazione mondiale, un dato che da solo dà la misura del peso che questa intesa può avere sullo scacchiere internazionale.
Per decenni Pechino e Nuova Delhi si sono guardate con sospetto, divise da dispute di confine, rivalità economiche e allineamenti strategici divergenti. Ma oggi, davanti a un contesto globale in rapida trasformazione, le due potenze scelgono di unire gli sforzi, almeno su alcuni dossier cruciali: commercio, energia, sicurezza delle rotte asiatiche e cooperazione tecnologica.
Dietro questa svolta si cela anche l’effetto delle politiche di Donald Trump. Durante la sua presidenza e nei mesi successivi, le pressioni esercitate su Nuova Delhi per allinearsi al blocco occidentale hanno avuto un risultato inatteso: spingere l’India a rafforzare i legami con Pechino. L’approccio muscolare e talvolta punitivo dell’ex presidente USA nei confronti di partner e rivali ha lasciato margini che la diplomazia cinese ha saputo abilmente colmare.
Non si tratta di un’alleanza “tradizionale” in senso militare, ma di un’intesa pragmatica. Entrambe le nazioni vedono nel rafforzamento dei rapporti reciproci una via per contenere l’influenza degli Stati Uniti nella regione Indo-Pacifica e per costruire un nuovo ordine multipolare, in cui Asia e Sud globale abbiano voce più forte.
L’accordo prevede forum economici congiunti, piani di cooperazione energetica e un impegno comune nelle piattaforme internazionali, dai BRICS al G20. In prospettiva, anche le tensioni di confine potrebbero trovare un canale di composizione diplomatica stabile, trasformando una rivalità storica in una partnership fondata sull’interesse reciproco.
Il mondo assiste a un passaggio di fase: due nazioni da miliardi di abitanti scelgono la collaborazione dopo decenni di frizioni. Se la stretta di mano tra i leader saprà tradursi in azioni concrete, l’equilibrio geopolitico globale sarà inevitabilmente destinato a cambiare.
Raimondo Schiavone















e poi scegli l'opzione