Ci sono giornali che raccontano il futuro.
E poi ci sono giornali che, quando il futuro passa davanti ai loro occhi, fanno finta di non vederlo. Letteralmente.
Succede così che esca un articolo su un importante progetto imprenditoriale a Nuoro — NEXT, Nuoro EXperience & Technology — uno spazio innovativo destinato a ospitare coworking, laboratori STEM, robotica, formazione, produzione multimediale, startup e imprese. Un progetto affidato alla gestione della Villanova Coworking srl.
Cioè, tradotto per i più distratti: un progetto creato, sviluppato, costruito e promosso da persone precise.
Ma nella magia editoriale de L’Unione Sarda accade il miracolo.
Il progetto esiste.
La società esiste.
Le dichiarazioni esistono.
La Camera di Commercio esiste.
Perfino i muri dell’edificio esistono.
L’unica cosa che scompare misteriosamente è chi quel progetto lo ha costruito.
Una specie di triangolo delle Bermuda dell’informazione.
Mandano il comunicato stampa completo, dettagliato, con nomi, ruoli, visione strategica e obiettivi. E improvvisamente, al momento della pubblicazione, scatta l’incantesimo: puff. Sparito.
Va detto però con onestà: bisogna riconoscere una certa coerenza.
Perché ignorare la realtà è ormai diventata una vera linea editoriale.
Del resto comprendiamo il disagio.
Raccontare un progetto innovativo che parla di startup, tecnologia, spazi immersivi, networking, giovani talenti e sviluppo territoriale dev’essere traumatico per chi ancora pensa che il futuro sia mettere due necrologi in PDF e chiamarlo trasformazione digitale.
E quindi eccola lì, la chirurgica omissione.
Meticolosa. Precisa. Quasi commovente.
Talmente accurata da sembrare scientifica.
Una cosa va detta: servirebbe studiarla nelle università.
Perché non è semplice censurare qualcuno senza censurarlo apertamente. È un’arte sottile. Una specie di piccolo artigianato dell’irrilevanza.
Ma il punto vero è un altro.
Mentre certa stampa locale continua a giocare a Risiko con le simpatie personali, il mondo va avanti.
Le imprese investono.
I progetti nascono.
Gli spazi si aprono.
I giovani cercano luoghi dove costruire idee e lavoro.
Le aziende fanno innovazione vera.
E soprattutto, il territorio cambia anche senza il permesso dei custodi della nostalgia.
NEXT aprirà lo stesso.
Le imprese arriveranno lo stesso.
Le startup nasceranno lo stesso.
Gli eventi si faranno lo stesso.
La tecnologia entrerà lo stesso.
E L’Unione Sarda?
Continuerà probabilmente a fare ciò che fa ormai da anni: raccontare il presente come se fosse il 1997.
Con una differenza sostanziale però.
Nel 1997 qualcuno li leggeva davvero.
Raimondo Schiavone















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