Blog di Raimondo Schiavone e amici

Caro Sasso, non è sempre necessario sparare il primo colpo

Leggo con curiosità — e un pizzico di stupore — la dichiarazione diffusa dall’onorevole Sasso Deidda di Fratelli d’Italia:

“FLOTILLA: NESSUNA IMBARCAZIONE AVEVA AIUTI UMANITARI.
Arriva la notizia che nessuna delle 40 imbarcazioni che partecipavano alla Global Sumud Flotilla, intercettata da Israele durante lo Yom Kippur, trasportava aiuti umanitari.
Se confermata questa notizia della totale assenza di aiuti spiega perché gli organizzatori abbiano rifiutato l'offerta di Israele, Italia e Vaticano e di

numerosi altri Paesi di consegnare gli aiuti e di evitare di entrare in una zona di guerra attiva.”

Ora, caro Sasso, io capisco l’entusiasmo da comunicato stampa, ma prima di rilanciare un’informazione del genere sarebbe stato meglio chiedersi da chi arriva la notizia. Perché se la fonte è — come sembra — quella israeliana, beh, era scontato che dicessero “non c’erano aiuti umanitari”. Lo direbbero anche se le barche fossero state piene di pane e medicinali.

È sempre la stessa storia: negare, sminuire, delegittimare. E poi, come spesso accade, arriverà la seconda puntata: “La flottiglia trasportava armi e droga”. Già li sento i titoli dei telegiornali e i soliti commentatori indignati pronti a spiegare che gli aiuti umanitari erano “una copertura”.

Ma vedi, caro Sasso, non è sempre necessario sparare il primo colpo: a volte è indispensabile centrare il bersaglio. E per farlo servono precisione, fonti affidabili, verifiche, non riflessi condizionati o comunicati riciclati da chi il blocco lo impone e lo giustifica.

Te lo dico con un sorriso, ma anche con un po’ di malinconia. Ti ricordo quando eri accanto a noi, ai tempi della Siria, quando difendevi il popolo siriano e sventolavi la bandiera di Hezbollah sulle spalle. Mi piacevi di più allora, quando stavi dalla parte dei popoli oppressi e non dalla parte di chi opprime.

Le parole pesano, Sasso. E quando le pronuncia un parlamentare, pesano ancora di più. Per questo, prima di parlare di “assenza totale di aiuti umanitari”, bisognerebbe almeno avere il coraggio di mostrare le prove. Altrimenti si rischia di essere solo l’amplificatore di chi la verità la trucca ogni giorno.

Raimondo Schiavone 

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