Blog di Raimondo Schiavone e amici

Sono Nazisti

C’è un punto in cui il linguaggio smette di essere solo retorica e diventa rivelazione. Quando Donald Trump e Benjamin Netanyahu parlano, agiscono e costruiscono consenso, ciò che emerge non è semplicemente una postura politica aggressiva, ma una grammatica del potere che richiama logiche di esclusione, superiorità e disumanizzazione.
Il problema non è l’insulto in sé, ma ciò che lo rende plausibile: politiche securitarie estreme, narrazioni identitarie radicali, uso sistematico del nemico come strumento di coesione interna. È qui che il confronto con il passato si fa inquietante, perché certe dinamiche non appartengono solo alla storia, ma tendono a ripresentarsi quando il potere perde il senso del limite.
Definirli “nazisti” è una provocazione dura, certo. Ma le provocazioni, quando trovano appigli nella realtà, smettono di essere solo parole e diventano campanelli d’allarme. E ignorarli, nella storia, non è mai finita bene.
Raimondo Schiavone 

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