Lo avevamo scritto e previsto da tempo, e oggi i fatti ce lo confermano con violenza e chiarezza: la Siria sta diventando la nuova Libia. Un mosaico impazzito di potere, milizie, tribù, interessi esterni e signorotti locali incapaci di garantire stabilità, sicurezza e unità. Le recenti tensioni alle porte di Sweida, dove si sfiorano scontri diretti tra le forze di Al-Jolani e le forze tribali, rappresentano solo l’ennesimo tassello di una strategia cinica di disgregazione.
Le tribù accusano il fantoccio jihadista Jolani – il boia di Idlib e ex capo di Hay’at Tahrir al-Sham (HTS) – di proteggere le milizie druse nonostante le violazioni del cessate il fuoco. Le stesse milizie druse hanno catturato un numero consistente di membri tribali, approfittando del blocco delle strade imposto dalle forze di Pubblica Sicurezza affiliate a Jolani. Ora, le forze tribali tentano di rompere l’assedio e recuperare i loro prigionieri, mentre le unità di sicurezza di Jolani si trovano davanti a un vicolo cieco: aprire la porta all’ingresso delle tribù, con il rischio di attacchi aerei israeliani (come già accaduto), oppure chiuderla e perdere completamente l’appoggio di quelle stesse tribù che, fino a ieri, venivano esibite come medaglie dalla propaganda del “califfo mancato”.
È la dimostrazione plastica di un fallimento annunciato. Jolani e i suoi uomini, macellai travestiti da amministratori, non solo non hanno mai avuto alcuna legittimità, ma oggi mostrano tutta la loro impotenza nel gestire una realtà che hanno contribuito a distruggere. Sono l’ennesima creatura della strategia occidentale: destabilizzare, dividere, utilizzare tagliagole per rovesciare regimi, e poi lasciarli nella polvere, in un limbo dove contano solo le milizie più armate, non certo il diritto, la giustizia o la sovranità nazionale.
Lo scrivevo già in "Dentro la Siria", il mio libro frutto di quattro anni di viaggio nel cuore della guerra: il Paese è stato scientificamente smembrato. La Turchia ha colonizzato il nord, Israele spinge nel sud, in particolare nel Golan e nel corridoio strategico che unisce le alture occupate alle aree sotto influenza drusa, e i jihadisti sono stati lasciati giocare a fare i governatori nelle zone franche dell’inferno. Non c’è più uno Stato sovrano ma un’area grigia, spartita da potenze straniere, da mafie armate e da “autorità” che non rispondono né al popolo siriano né a leggi internazionali.
Le “forze di sicurezza” di Jolani sono la caricatura grottesca di uno Stato. Addestrate, armate e sostenute da apparati stranieri – prima da Qatar e Turchia, poi da Israele e segmenti dell’intelligence occidentale – oggi si rivelano per ciò che sono: un’illusione costruita sulla sabbia. Quando i nodi vengono al pettine, quando si tratta di mediare tra gruppi sociali, religiosi e tribali in conflitto, l’unica risposta che possono dare è repressione o propaganda. Nulla di più.
Nel frattempo, Israele osserva e interviene chirurgicamente, colpendo quando serve a mantenere viva l’instabilità, perché una Siria divisa è una Siria debole. E l’Occidente democratico, quello che pontifica su diritti umani e autodeterminazione dei popoli, tace o finge di non vedere, come ha sempre fatto da Aleppo a Ghouta, da Raqqa fino a Sweida.
La situazione odierna non è solo un’emergenza locale, ma il riflesso di una strategia criminale di balcanizzazione del Medio Oriente, cominciata in Iraq, perfezionata in Libia, e ora portata alle sue estreme conseguenze in Siria.
Chi vuole davvero la pace in Siria non può più accettare ambiguità: bisogna denunciare la complicità internazionale, chiedere il ritiro immediato delle truppe straniere, smascherare i legami tra i signori della guerra e le capitali occidentali, e soprattutto sostenere il popolo siriano nella sua volontà di ricostruzione e autodeterminazione, nonostante le ferite, le bombe e il tradimento dell’umanità.
Come scrivevo nel libro:
"La Siria non è solo una terra martoriata. È lo specchio delle nostre ipocrisie. E in quello specchio, da troppo tempo, il volto dell’Occidente ha perso ogni traccia di umanità."















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