Blog di Raimondo Schiavone e amici

ISRAELE: FINO A QUANDO DOBBIAMO SOPPORTARE?

Per quanto tempo sarete disposti ad accettare che un Paese del mondo massacri un popolo e arrivi perfino a introdurre – o anche solo evocare – la pena di morte per quel popolo?
La domanda non è retorica. È brutale. È necessaria.
Perché quello che sta accadendo oggi non è più confinabile dentro le categorie rassicuranti della geopolitica, delle “operazioni militari”, della “difesa”. Qui siamo oltre. Qui siamo davanti a una trasformazione profonda, inquietante, che riguarda la natura stessa dello Stato e del diritto.
Israele sta progressivamente scivolando in un modello che non ha più nulla a che vedere con l’idea di democrazia che per anni è stata raccontata e difesa in Occidente. Quando un sistema politico e istituzionale legittima – anche solo nel dibattito interno – l’idea che un popolo possa essere trattato con norme diverse, più dure, fino alla possibilità della pena di morte, allora non siamo più davanti a uno Stato di diritto. Siamo davanti a una pericolosa degenerazione.
E mentre tutto questo accade, c’è chi non solo tace, ma giustifica.
C’è chi minimizza.
C’è chi, addirittura, festeggia.
Figure come Itamar Ben-Gvir non sono anomalie isolate: sono il segnale di un sistema che ha sdoganato un linguaggio e una visione che fino a poco tempo fa sarebbero stati considerati impresentabili. Oggi invece diventano linea politica.
E allora la domanda torna, ancora più forte: fino a quando?
Fino a quando la comunità internazionale continuerà a tollerare che un popolo venga colpito in modo sistematico, che la sua esistenza venga compressa, ridotta, negata?
Fino a quando si continuerà a usare due pesi e due misure, invocando diritti universali solo quando conviene?
Se esiste ancora un minimo di coerenza nelle istituzioni globali, la risposta non può essere fatta di dichiarazioni vuote.
Israele va isolato politicamente.
Va messo davanti alle proprie responsabilità.
Vanno applicate sanzioni pesanti, reali, non simboliche.
E sì, va posta con forza la questione della sua permanenza negli organismi internazionali, perché non si può continuare a far finta che nulla stia accadendo mentre si calpestano principi che dovrebbero essere non negoziabili.
Le parole sono dure. Devono esserlo.
Perché la storia ci ha già insegnato cosa succede quando il mondo guarda altrove. Quando si accetta, poco alla volta, che esistano vite di serie A e vite di serie B. Quando si normalizza l’ingiustizia.
E quando ce ne accorgiamo davvero, di solito è già troppo tardi.
Raimondo Schiavone 

Ti sei perso qualcosa?

Iscriviti al servizio di newsletter

SCARICA L'APP L'ORA DI DEMOLIRE sul tuo cellulare

INSTALLA
×
PWA Add to Home Icon

Seleziona questa icona in alto a destra PWA Add to Home Banner e poi scegli l'opzione AGGIUNGI alla SCHERMATA HOME

×