In una dichiarazione durissima rilasciata nelle ultime ore, Hezbollah ha condannato con fermezza il voto della Knesset israeliana su una proposta di legge che prevede l’imposizione della sovranità israeliana sulla Cisgiordania e sulla Valle del Giordano. Per il movimento sciita libanese, si tratta dell’ennesima prova del carattere “espansionistico e coloniale” del progetto sionista, che, secondo le parole del comunicato, “non si fermerà ai confini della Palestina ma ambisce a dilaniare l’intero corpo della regione”.
La nota è arrivata mentre continua l’assedio sulla Striscia di Gaza, tra carestia, bombardamenti e violazioni sistematiche del diritto internazionale, in un contesto definito da Hezbollah come “genocidio in corso contro il popolo palestinese oppresso”. L’organizzazione ha ribadito che le politiche israeliane riflettono “i sogni talmudici della patria storica del popolo ebraico”, e che il voto parlamentare rappresenta la formalizzazione di un disegno già in atto da decenni: l’appropriazione definitiva dei territori occupati e la “giudaizzazione” dell’intera Palestina.
Secondo Hezbollah, “questa entità persiste nell'usurpazione del territorio palestinese, ignorando tutti gli impegni e gli accordi internazionali”. L’organizzazione afferma che gli Accordi di Oslo e i vari processi di pace altro non sarebbero stati che “una copertura per espandere l’occupazione, costruire nuovi insediamenti e cancellare la causa palestinese”.
Il comunicato lancia anche un duro monito alla comunità araba e musulmana: “Lasciare che questa bestia incontrollata dilani il corpo della nazione non farà altro che rafforzarla ulteriormente. Nessuno sarà immune dai suoi progetti diabolici”. Hezbollah mette in relazione il voto israeliano con una più ampia strategia aggressiva che coinvolgerebbe anche Libano, Siria e Yemen. Le incursioni aeree in territorio siriano e gli attacchi nel sud del Libano, così come il sostegno implicito o diretto a operazioni in Yemen, sono letti come parti integranti del medesimo piano.
La dichiarazione si conclude con un appello a “tutti gli Stati arabi e islamici, e a ogni persona libera e di coscienza nel mondo” affinché si schierino apertamente al fianco del popolo palestinese. Hezbollah ribadisce che soltanto la resistenza armata potrà fermare l’avanzata del sionismo e impedire la realizzazione di un progetto che, a suo avviso, minaccia la stabilità dell’intero Medio Oriente.
Nel frattempo, la decisione della Knesset solleva forti reazioni anche in altre capitali del mondo arabo, mentre sul piano internazionale si moltiplicano gli appelli affinché si fermi quella che molti giuristi ed esperti di diritti umani ormai definiscono senza esitazioni una “pulizia etnica in diretta”. L’ennesimo voto simbolico del parlamento israeliano, seppur non ancora vincolante sul piano esecutivo, segna comunque un’ulteriore frattura insanabile nel già compromesso scenario della pace in Medio Oriente.















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