Blog di Raimondo Schiavone e amici

Guerrini 2.0 – Il cane con il guinzaglio corto

Mario Guerrini è diventato un esperimento vivente di mutazione genetica. Un tempo mordeva, graffiava, abbaiava contro tutto ciò che si muoveva. Oggi no: oggi annusa, guaisce, scodinzola. La presidenta Todde gli ha messo il guinzaglio e, dopo qualche sussulto iniziale, il nostro Mario ha capito che è meglio farsi portare a spasso piuttosto che finire in canile.

Il problema è che, domato e ammaestrato, non sa più che dire. Non ha più nemici interni da azzannare, non ha più “prede” locali da inseguire, e così si rifugia nella politica internazionale: parla di Israele, di Gaza, di Putin, come se fosse un Kissinger di seconda mano. Solo che Kissinger era noioso ma influente; Mario è solo noioso.

E qui casca l’asino (anzi, il barboncino): a noi manca il vecchio Guerrini, quello che faceva incazzare, quello che con una frase scatenava reazioni a catena. Oggi, invece, ci ritroviamo davanti a un personaggio svuotato, che cerca risse dove non ce ne sono e, quando le trova, sembra più un nonno in fila alle Poste che un gladiatore della polemica.

Il vero dramma, però, è personale: Mario non stimola più la mia satira. Mi ritrovo a guardare i suoi interventi e a pensare: “Tutto qua? Nessuna cazzata clamorosa? Nessuna sparata degna di nota?”. In pratica, è come voler fare fuochi d’artificio con i fiammiferi bagnati.

Quindi, caro Mario: riprenditi, ricomincia a fare casino, torna ad essere l’animale selvatico che eri. Perché a furia di farti portare al guinzaglio rischi di diventare solo un soprammobile da corridoio. E a me, francamente, così annoi non poco.

Raimondo Schiavone 

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