C'è un filo che attraversa dieci anni di incontri, dibattiti, voci e silenzi. Un filo che parte dall'ottobre del 2013, quando in una sala dell'Hotel Regina Margherita di Cagliari decidemmo — con la testardaggine di chi crede che il dialogo sia l'unica forma di intelligenza politica davvero rivoluzionaria — di costruire uno spazio permanente di analisi del Mediterraneo. Non un convegno accademico. Non una passerella istituzionale. Qualcosa di più scomodo e più necessario: un luogo dove parlare davvero, con chi ha qualcosa da dire, anche quando la sua voce dà fastidio a qualcuno.
Quel filo arriva fino all'11 e 12 giugno 2026, quando l'Ex Manifattura Tabacchi di Cagliari ospiterà la decima edizione del Meeting Internazionale delle Politiche del Mediterraneo. Il decennale.
Dieci anni non sono un anniversario. Sono una storia.
**Il 2013: la prima volta**
Tutto comincia con la Siria. Con quell'orrore che allora sembrava ancora contenibile e che invece avrebbe consumato un intero popolo per oltre un decennio. La prima edizione del Meeting porta a Cagliari due ospiti che nessun convegno italiano avrebbe mai invitato insieme sullo stesso palco: Ammar Al Moussawi, Responsabile Esteri di Hezbollah, e Abdallah Kassir, Presidente della televisione Al-Manar. Non è provocazione. È metodo. Se vuoi capire il Medio Oriente, devi sentire anche le voci che l'Occidente non vuole sentire. Da quegli atti nasce il saggio *Middle East. Le Politiche del Mediterraneo, sullo sfondo della guerra in Siria*, pubblicato da Arkadia Editore nel 2014.
**Il 2014: il genocidio che non doveva essere ricordato**
La seconda edizione affronta ISIS e la questione palestinese, ma la sua pagina più importante è quella che nessuno si aspettava: una sessione interamente dedicata al centenario del genocidio armeno. Sul palco salgono Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, l'ambasciatore armeno Sargis Ghazaryan, il direttore di Armen Press Aram Ananyan, il giornalista libanese Talal Khrais e il reporter siriano di origini armene Naman Tarcha. La proposta del Centro di proclamare il 2015 "anno della memoria e della coscienza" viene inviata al Parlamento Europeo e alle Nazioni Unite. La risposta dell'ambasciata turca al sindaco Zedda è immediata: pressione diplomatica perché il Meeting non si tenesse. Non fu ascoltata.
Tra gli altri ospiti dell'edizione: Mahdi Dahalala, ex Ministro dell'Informazione siriano, Ali Fayad deputato libanese di Hezbollah, Yomn Elhamaky ex parlamentare egiziano, Alberto Negri e Gian Micalessin in collegamento dalla Siria, Ibrahim Farhat direttore di Al-Manar, Toni Capuozzo, il deputato Erasmo Palazzotto e il senatore Giorgio Tonini.
**Il 2015: Aleppo in diretta**
La terza edizione è la più dolorosa e forse la più coraggiosa. Si parla di cristiani in Medio Oriente e di giornalismo nelle zone di guerra. Gli ospiti sono Diana Jabbour, giornalista siriana tra le voci più lucide del conflitto; Monsignor Mtanios Haddad, archimandrita della Chiesa Cattolica Greco-Melchita; l'ambasciatore iracheno presso la Santa Sede Habeeb Mohammed Hadi Ali Al-Sadr; Samir Al Kassir, già ambasciatore siriano in Italia; e Liana Mistretta di RaiNews24. Il momento che nessuno dei presenti ha mai dimenticato: un collegamento in diretta con i giornalisti ad Aleppo durante la battaglia, senza i filtri e la censura della narrazione occidentale.
**Il 2016: l'analisi si fa strategica**
Quarta edizione, Cinema Odissea di Cagliari, 11 novembre. Il titolo è già un programma: *"I nuovi scenari geopolitici nel Mediterraneo. Dalla guerra in Siria al caos libico: il ruolo dell'informazione."* Gian Micalessin porta la sua esperienza di reporter sul fronte. Con lui Carlo Jean, uno degli analisti militari più autorevoli d'Italia, Armando Sanguini dell'ISPI — già ambasciatore a Tunisi e Riyad — e Mostafa El Ayoubi della Rivista Confronti. In collegamento da Bruxelles anche la parlamentare europea Cécile Kyenge. Il Meeting inizia a costruire la sua reputazione come luogo dove la geopolitica viene letta senza innocenza e senza paura.
**Il 2017: arriva D'Alema**
Quinta edizione, 1° febbraio 2017. Sala Castello dell'Hotel Regina Margherita. È l'edizione che consacra il Meeting come appuntamento di rilevanza nazionale. L'ex Presidente del Consiglio Massimo D'Alema siede accanto a Samir Al Kassir, ex vice segretario generale della Lega Araba; Ghazi Zaiter, ministro dell'Agricoltura libanese del partito Amal; Lassaad El Asmi, rettore dell'Università di Cartagine; e Ilario Piagnerelli, inviato di RaiNews24. Il tema è la politica dell'UE e dell'Italia nel Medio e Vicino Oriente. La risposta del pubblico è straordinaria: la sala è piena. La politica italiana scopre che il Mediterraneo esiste.
**Il 2018: il ciclo di sette incontri**
Sesta edizione, formato nuovo. Non un singolo evento ma un ciclo di sette incontri distribuiti tra aprile e giugno, nella sede del Centro a Villanova Coworking. Il titolo è una domanda senza risposta consolatoria: *"Dalle primavere ai lunghi inverni: il mondo islamico alla resa dei conti?"* Alberto Negri e Gian Micalessin portano l'esperienza delle aree di crisi. Naman Tarcha racconta la guerra siriana dall'interno. Il deputato Pino Cabras analizza il quadro parlamentare. Michela Mercuri approfondisce l'Islam politico. Una sessione speciale è dedicata alla Siria attraverso la testimonianza di Gerardo Virgilio, autore del volume *"Un sogno spezzato: la Siria che non ti hanno fatto conoscere"*.
**Il 2019: la Cina entra nel Mediterraneo**
Settima edizione. Il Meeting allarga il perimetro e guarda a est. La Via della Seta cinese e il ruolo dei porti mediterranei diventano tema centrale, in un'edizione che anticipa di mesi il dibattito italiano sull'accordo sino-italiano. Mariangela Pira di SkyTG24 e il deputato Pino Cabras analizzano il quadro geopolitico. Massimo Deiana, Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, porta la dimensione portuale e infrastrutturale. Chiara Sini e Antonello Cabras completano il panel.
**2020–2021: la pandemia e le Isole del Mediterraneo**
Il Covid ferma il Meeting ma non il Centro. Nasce il format televisivo *"Le Isole del Mediterraneo"*, un ciclo di talk prodotto su Matex TV dedicato alla possibilità di costruire una macroregione mediterranea con Sardegna, Baleari, Corsica e Malta. La Sardegna come piattaforma di coesione euromediterranea. Uno spazio che sopravvive alla pandemia trasformandosi.
**Il 2023: Gaza brucia, il Meeting risponde**
Ottava edizione, 26 ottobre 2023. Manifattura Tabacchi. Siamo a pochi giorni dall'attacco di Hamas del 7 ottobre. Il Meeting non si ferma, non aspetta. Convoca intorno a un tavolo Bruno Scapini, già Ambasciatore d'Italia, Matteo Meloni di Eastwest Rivista di Geopolitica, il professor Franciscu Sedda dell'Università di Cagliari, Antonello Cabras già presidente della Delegazione italiana all'Assemblea NATO, Alessandro Aramu direttore di Spondasud. Il dibattito affronta la politica Netanyahu, le violazioni del diritto internazionale, la crisi umanitaria, il ruolo dell'Iran, di Hezbollah, degli Stati Uniti e della Russia. Un'edizione che dimostra cosa significa fare cultura politica in tempo reale.
**Il 2024: il Mediterraneo come laboratorio economico**
Nona edizione, 25–26 giugno 2024. Una svolta tematica netta: dal giornalismo di guerra alla cooperazione economica. Inclusione finanziaria, microcredito, accesso al credito nella transizione ecologica e digitale. Il presidente dell'Ente Nazionale Microcredito Mario Baccini, il presidente della Fondazione di Sardegna Giacomo Spissu, l'assessore regionale Giuseppe Meloni, Noura Ben Mansour della Camera di Commercio di Sfax e Panagiotis Christias dalla Grecia. Partner del progetto: Ministero del Lavoro, Regione Sardegna, Banco di Sardegna–BPER, Federterziario, COOPFIN e Camera di Cooperazione Italo Araba. Il Meeting diventa anche laboratorio di pratiche di sviluppo euromediterraneo.
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**L'11 GIUGNO 2026: IL DECENNALE**
E arriviamo a oggi. All'11 e 12 giugno 2026, quando l'Ex Manifattura Tabacchi di Cagliari ospiterà la decima edizione. Il titolo dice tutto: *"Il nuovo disordine mondiale"*.
Due giornate, due serate, un filo conduttore che attraversa il Golfo, il Corno d'Africa, l'Iran, la guerra e il cinema.
L'11 giugno si apre con il Golfo: Leila Belhadj Mohamed e Matteo Meloni analizzano la tenuta delle monarchie del Golfo nel quadro dei nuovi equilibri internazionali. Poi, alle 19, il momento più atteso: *"Iran sotto le bombe: il punto di vista di Teheran"*. Per la prima volta nella storia del Meeting siede al nostro tavolo un ambasciatore in carica della Repubblica Islamica dell'Iran: S.E. Mohammad Reza Sabouri, diplomatico di carriera, già ambasciatore in Kirghizistan e Bielorussia, dal 2022 a Roma. Un dialogo che da solo vale un'edizione. La serata si chiude con la proiezione del film iraniano *"Il Dio della Guerra"* (2025).
Il 12 giugno si apre con Luca Steinmann, uno dei reporter di guerra più seguiti d'Italia — collaboratore di TG La7, la Repubblica, Limes, vincitore del Premio Premiolino — che racconta la guerra dall'interno delle trincee. Poi la tavola rotonda più politica: *"Trump e il nuovo disordine mondiale"*, con Vincenzo Amendola, deputato e già Ministro per gli Affari Europei, Don Marco Lai, direttore della Caritas Diocesana di Cagliari, Antonello Cabras e il sottoscritto. La serata si chiude con la proiezione del film iraniano *"Il Giardino delle arance"* (2023).
Media partner: Spondasud, VisionAir Radio e Matex TV. Con il contributo della Fondazione di Sardegna.
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**La logica di dieci anni**
Se devo spiegare perché esiste questo Meeting, la risposta è semplice.
Perché il Mediterraneo non è uno sfondo. È il luogo dove l'Europa decide cosa vuole essere. È l'area dove si gioca la partita più importante del XXI secolo: quella tra la logica della guerra e quella del dialogo, tra la civiltà degli affari e quella delle persone, tra chi costruisce muri e chi costruisce ponti.
In dieci anni abbiamo portato a Cagliari ministri in carica di governi arabi, ambasciatori, parlamentari italiani ed europei, reporter che hanno rischiato la vita per raccontare la verità, intellettuali, professori, diplomatici. Abbiamo parlato di Siria quando era scomodo, di Armenia quando era rischioso, di Iran quando era controcorrente, di Hamas quando era impopolare, di Cina quando era anticipatorio. Non abbiamo mai scelto gli ospiti in base alla loro comodità. Li abbiamo scelti in base alla loro sostanza.
Il dialogo non è la resa. È l'unica vittoria possibile.
E il decennale è solo l'inizio.
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*L'11 e 12 giugno 2026, Ex Manifattura Tabacchi, Cagliari. Ingresso libero.*
*Informazioni: sardegna.centroitaloarabo.it*
Raimondo Schiavone















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