Blog di Raimondo Schiavone e amici

Carlo il Tonto e la Caparbia Camilla – Cronache da Buckingham

A Londra è in corso lo spettacolo più surreale degli ultimi tempi: la visita ufficiale di Donald Trump e della sua inossidabile Melania. Lui arriva con il ciuffo più rigido delle corone inglesi, lei con lo sguardo da “so già che sarò la più fotografata della serata”.

E chi si trovano davanti, all’ingresso di Buckingham Palace?
Niente meno che Carlo III, il Tonto, con al fianco la sua storica compagna di battaglie: la Caparbia Camilla.

Già il contrasto è da barzelletta internazionale. Melania elegante come una regina dei rotocalchi, Camilla che sembra uscita da un mercatino dell’usato in campagna, ma convinta di rappresentare lo splendore della monarchia britannica. Trump osserva la scena, fa un sorrisetto compiaciuto, come se stesse già preparando un tweet velenoso: “I met the King. He’s fine. But really… Camilla??”

Il popolo inglese guarda e scuote la testa. Perché la verità è semplice e crudele: Carlo aveva Diana, la principessa dei cuori, amata, bella, carismatica. Ma lui no. Lui, testardo come un mulo coronato, ha inseguito Camilla per decenni, la “signora del thé delle cinque”, con la grinta di chi non molla mai l’osso. O, per dirla in modo più diretto, con la tenacia di chi si è aggrappata al membro del Tonto finché non l’ha trascinato all’altare e poi al trono.

Intanto la cerimonia continua. I giornalisti americani riprendono Melania che sfila come una first lady in passerella, mentre i cronisti inglesi fanno fatica a scrivere frasi eleganti per descrivere l’espressione di Camilla: un misto tra fierezza contadina e orgoglio regale malriuscito.

Carlo, con il suo sguardo un po’ perso e un po’ stanco, si limita a fare cenni di saluto. Forse ripensa a Diana, forse no. Forse si chiede anche lui: “ma come diavolo sono finito qui, a farmi ridicolizzare davanti al mondo intero?”.

Trump, nel frattempo, non perde occasione per gonfiarsi il petto. Melania sorride glaciale, ma basta un suo sguardo a Camilla per riempire i tabloid del giorno dopo: due donne agli antipodi, una icona di stile, l’altra monumento alla testardaggine.

La città di Londra, che di spettacoli ne ha visti tanti, questa volta ride sotto i baffi. Non per l’arrivo del tycoon americano, ma per l’ennesima tragicommedia reale: il re che poteva avere Diana e ha preferito Camilla.

E mentre i brindisi scorrono, tra coppe di champagne e battute imbarazzate, la domanda che rimbalza nelle sale dorate di Buckingham resta sempre la stessa, come un’eco che nessun tappeto rosso riesce a soffocare:
“Carlo… ma che ti sei fumato?”

Raimondo Schiavone 

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