Il mondo in una stanza (e il petrolio sul tavolo)

C’è un film del 2008 che oggi sembra meno cinema e più documento. W., diretto da Oliver Stone, arriva nel pieno della stagione post-11 settembre, quando la presidenza di George W. Bush è ancora un fatto politico vivo e non materia da archivio. Non è un film neutro, né pretende di esserlo: è una ricostruzione […]
BARCELLONA, LA TENTAZIONE DI UNA NUOVA ARCHITETTURA PROGRESSISTA NEL MONDO CHE SI DISFA

C’è una linea invisibile che attraversa questo tempo storico: da un lato il collasso dell’ordine internazionale costruito dopo il 1945, dall’altro il tentativo — ancora incerto — di riscriverne uno nuovo. Dentro questa faglia si colloca la Global Progressive Mobilisation di Barcellona, voluta da Pedro Sánchez e sostenuta da Luiz Inácio Lula da Silva. Non […]
Hormuz riapre, il mondo si riscrive

C’è un passaggio, quasi impercettibile per chi osserva distrattamente le dinamiche globali, che invece segna una frattura profonda negli equilibri internazionali: la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran non è solo un gesto tecnico, ma una dichiarazione politica. Una condizione chiara, quasi chirurgica: il flusso dell’energia mondiale torna a scorrere finché il cessate […]
Le fontane della resa: Cagliari tra Bernini e la prostata della politica

C’è un punto esatto, nel cuore urbano di Cagliari, dove l’estetica cede il passo alla metafora. Non è un museo, non è un monumento celebrativo, e non è neppure una rovina antica. È molto più attuale, molto più involontario: sono quelle due fontane verdastre di Piazza Repubblica, che più che zampillare sembrano… sospirare. Un tempo […]
Il tavolino di Amado: Ilhéus, tra memoria e trasformazione sociale

C’è un tavolino nel cuore di Ilhéus dove la letteratura smette di essere racconto e diventa presenza. La statua di Jorge Amado, seduta con naturalezza quasi disarmante tra i tavolini del Vesuvio, non domina la scena: la abita. Non è monumento, è compagnia silenziosa. Osserva. E sembra farlo con quello sguardo che nei suoi romanzi […]
67 – Quando il nulla diventa sostanza: i giovani, l’innovazione e il ritorno della vitalità

“67”. Un numero apparentemente neutro, quasi casuale, diventato però – nei linguaggi giovanili più recenti – un codice, un tormentone, una cifra simbolica. Non ha un significato univoco, ed è proprio questo il punto: “67” funziona perché è fluido, adattabile, ironico. Può indicare qualcosa che ha senso solo per chi è dentro il contesto, oppure […]
Hormuz non è più un rubinetto americano: la Cina entra in scena e cambia le regole del gioco

C’è un momento preciso, nei passaggi storici, in cui il linguaggio smette di essere diplomatico e diventa sostanza. La dichiarazione della Cina sullo Stretto di Stretto di Hormuz è esattamente questo: non una posizione, ma una linea operativa. Non un auspicio, ma un avvertimento. Per anni Pechino ha coltivato una postura apparentemente neutrale, quasi notarile, […]
IL COLABRODO DI HORMUZ

C’è stato un tempo — neanche troppo lontano — in cui bastava una dichiarazione muscolare per far tremare uno stretto, deviare rotte commerciali, alzare i premi assicurativi e convincere il mondo che qualcuno stesse davvero tenendo il dito sul rubinetto del petrolio globale. Quel tempo, oggi, sembra essersi trasformato in una caricatura di sé stesso. […]
IL MIRACOLO AMERICANO: TRUMP FA CAMPAGNA ELETTORALE A MELONI (E LE REGALA PURE UNA VIA D’USCITA)

Certe volte la politica internazionale riesce dove interi staff di comunicazione falliscono. Serve solo un’intervista ben piazzata, una firma autorevole come quella del Corriere della Sera, e soprattutto un protagonista imprevedibile come Donald Trump. Ed ecco che, quasi per eterogenesi dei fini, prende forma quello che in Italia non si vedeva da tempo: uno spot […]
Budapest cambia volto: vince la destra sionista nuova, perde la destra sionista usurata

In Ungheria non ha vinto la sinistra. Non ha nemmeno partecipato alla partita. A Budapest si è consumato qualcosa di più sottile e, per certi versi, più inquietante: la sostituzione interna di una destra sionista con un’altra destra sionista. Viktor Orbán è caduto, ma non sotto i colpi di un’alternativa ideologica. È stato logorato, consumato, […]
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