Blog di Raimondo Schiavone ed amici.

Sull’emergenza sanitaria grido d’allarme del territorio

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Leggiamo del grido d'allarme del responsabile della Croce Verde di Tortoli nell'ottimo articolo dell'Unione Sarda di oggi. Pensare che il tema del soccorso sanitario e dell'emergenza debba essere delegato solo al sistema del volontariato è assurdo. Ma ancora di piu' drammatico è il fatto che ci sia una sola ambulanza medicalizzata a disposizione del territorio. Tutto ciò non è figlio della contingenza, del covid, della carenza di personale, ma soprattutto è il risultato della cattiva programmazione sanitaria di questi ultimi anni. Si e' pensato a potenziare la cardiologia ed a realizzare un investimento inutile per realizzare un reparto di emodinamica inutile ma non si è deciso come gestire l'emergenza è soprattutto non si è dotata l'Ogliastra dei mezzi necessari per collegarla con il sistema sanitario regionale. Diciamolo a gran voce: scelte sbagliate. Chi sono i responsabili di questo degrado lo diciamo da mesi. La politica in primis, la dirigenza sanitaria territoriale a seguire. Cosa sta facendo il tanto acclamato nuovo DG non e' da sapersi, non si percepisce la sua azione, anzi pare che la situazione stia peggiorando. E soprattutto dove sono finiti i sindaci? quello di Lanusei che per settimane in campagna elettorale ha tentato di cavalcare la protesta che fine ha fatto?

Va ascoltato il richiamo forte del responsabile della Croce verde, come va ascoltata la voce della mamma che ha denunciato più di un disservizio nella gestione della sua situazione di partoriente. 
Nessuno vuole cavalcare l'eclatanza di tali chiamate, ma sono segnali chiari di un sistema che non funziona. 
Ribadiamo la cura non può essere l'aspirina, ci vuole qualcosa di più, serve una strategia seria per rivedere le scelte su cosa deve essere la sanità ogliastrina e cosa deve diventare l'ospedale di Lanusei.

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L'editoriale

Ci sono momenti nei quali è bene non pensare solo a se stessi ed è giusto cominciare a ragionare sull’interesse comune. Momenti nei quali ti accorgi che, se puoi, devi tentare di risvegliare la coscienza collettiva verso un obiettivo di interesse generale.

Ecco perché ho deciso di parlare di Sanità in Ogliastra. In maniera non convenzionale. Perché, se lo avessi fatto con i canoni ordinari della comunicazione, l’attenzione sarebbe stata pari a zero. Oggi fa effetto l’eclatanza, devi colpire forte, in caso contrario prevale l’ininfluenza. Anni di professione me lo hanno insegnato. Ecco il perché di manifesti con frasi ad effetto, che non potevano passare inosservate e che, di fatto, hanno sollevato un polverone.

Da un lato solo polemiche. Nessuna sorpresa. Ero certo che la ASL non sarebbe riuscita ad andare oltre la classica minaccia di denuncia. Del resto, tale è il livello del management. Da un altro lato mi aspettavo la mistificazione, il tentativo subdolo di ribaltare le mie parole come fossero un j’accuse diretto al personale medico e sanitario, al quale riservo tutta la mia empatia e solidarietà, essendo essi stessi vittime del sistema. Ma mi aspettavo anche una piccola reazione, e questa sta cominciando ad emergere: da qualche giorno la discussione sulla sanità prende piede e cominciano ad affiorare voci, discussioni.

Qualche sindaco sonnolento inizia lentamente a risvegliarsi, magari destato dall’imminente campagna elettorale, ma va ugualmente bene. Anche partiti ormai in via d’estinzione fanno timidamente capolino.

Benissimo, ben venga tutto ciò. Ma non basta. Non ci si può fermare ad un sterile riconoscimento dello stato di fatto, della inefficienza del sistema sanitario territoriale, senza cercare e proporre a possibili soluzioni. Per individuare e cominciare a percorrere una strada nuova, è inevitabile abbandonare la vecchia. E in questo caso è necessario smantellare il vecchio sistema.

Questo ospedale – ribadisco – così come è strutturato, non serve ai cittadini ogliastrini.  Sono reparti inutili, non serve un presidio classico, ci vuole una soluzione moderna evoluta che soddisfi l’esigenza primaria: il soccorso di primo intervento ed il collegamento con le strutture regionali specializzate.

Non so se sia già arrivato il momento della proposta, perché prima di essa deve emergere la consapevolezza che il sistema attuale non funziona. Ecco perché continuerò a porre domande agli attuali “gestori” della sanità ogliastrina, attraverso questo blog ed attraverso altri mezzi convenzionali e non. Nella speranza che i cittadini ogliastrini, in un sussulto d’orgoglio, caccino dal tempio gli abusivi e si riapproprino del proprio destino.

Consapevole che, affinché ciò accada, prima di tutto vada dispersa quella cappa di narcotico torpore che avvolge l’Ogliastra.

Ecco perché è imprescindibile demolire. Solo allora i nostri cittadini avranno la facoltà di ricostruire.

R.S.