Blog di Raimondo Schiavone ed amici.

La Costituzione italiana e le pandine bianche

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La nostra Carta Costituzionale è molto chiara quando si parla di Salute, l'articolo 32 della Costituzione recita infatti:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Ora è ovvio che in Ogliastra, ma non solo, questo articolo della costituzione viene violato quotidianamente dalle stesse istituzioni che sono deputate a far rispettare la legge. E quando parliamo di istituzioni non parliamo solo di Stato e Regione ma anche degli Enti locali, quindi i Comuni, che non controllano il rispetto della norma, le forze dell’ordine che non difendono il cittadino quando si scontra con la mala sanità, la Magistratura che non indaga adeguatamente sul mancato rispetto del dettato costituzionale e delle norme che lo accompagnano.

Perché è vero che lo Stato e la Regione sono inadempienti ma è anche vero che gli esecutori di tali istituzioni sono uomini e donne: dirigenti, medici, operatori sanitari, sindaci, che non esercitano appieno il proprio ruolo.  Per rispettarne la buona fede, molti sono incapaci, altri sono infedeli rispetto al mandato ricevuto.

Il dettato costituzionale parla di interesse collettivo e di garanzia delle cure gratuite per gli indigenti. Nel nostro territorio l’interesse collettivo è leso con la presenza stessa di un ospedale inutile e dannoso per come e strutturato e organizzato e per quanto riguarda la garanzia delle cure agli indigenti è bene stendere un velo pietoso. C’è chi non si cura perché non può permetterselo e chi deve fare debiti andando dai privati perché le strutture pubbliche non sono adeguate.

Nella Costituzione non si fa cenno alle pandine bianche, pertanto in carenza di legge il loro acquisto è consentito, ma chi le ha acquistate la sera quando va a letto si metta una mano sulla coscienza e pensi a quelli a cui che grazie alla sua imperizia o infedeltà ha tolto le cure.

A chi mi chiede delle pandine rispondo che sono solo una rappresentazione visiva del concetto di spreco e di mala sanità, nulla contro le povere pandine tanto care alla Asl Ogliastra.

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L'editoriale

Ci sono momenti nei quali è bene non pensare solo a se stessi ed è giusto cominciare a ragionare sull’interesse comune. Momenti nei quali ti accorgi che, se puoi, devi tentare di risvegliare la coscienza collettiva verso un obiettivo di interesse generale.

Ecco perché ho deciso di parlare di Sanità in Ogliastra. In maniera non convenzionale. Perché, se lo avessi fatto con i canoni ordinari della comunicazione, l’attenzione sarebbe stata pari a zero. Oggi fa effetto l’eclatanza, devi colpire forte, in caso contrario prevale l’ininfluenza. Anni di professione me lo hanno insegnato. Ecco il perché di manifesti con frasi ad effetto, che non potevano passare inosservate e che, di fatto, hanno sollevato un polverone.

Da un lato solo polemiche. Nessuna sorpresa. Ero certo che la ASL non sarebbe riuscita ad andare oltre la classica minaccia di denuncia. Del resto, tale è il livello del management. Da un altro lato mi aspettavo la mistificazione, il tentativo subdolo di ribaltare le mie parole come fossero un j’accuse diretto al personale medico e sanitario, al quale riservo tutta la mia empatia e solidarietà, essendo essi stessi vittime del sistema. Ma mi aspettavo anche una piccola reazione, e questa sta cominciando ad emergere: da qualche giorno la discussione sulla sanità prende piede e cominciano ad affiorare voci, discussioni.

Qualche sindaco sonnolento inizia lentamente a risvegliarsi, magari destato dall’imminente campagna elettorale, ma va ugualmente bene. Anche partiti ormai in via d’estinzione fanno timidamente capolino.

Benissimo, ben venga tutto ciò. Ma non basta. Non ci si può fermare ad un sterile riconoscimento dello stato di fatto, della inefficienza del sistema sanitario territoriale, senza cercare e proporre a possibili soluzioni. Per individuare e cominciare a percorrere una strada nuova, è inevitabile abbandonare la vecchia. E in questo caso è necessario smantellare il vecchio sistema.

Questo ospedale – ribadisco – così come è strutturato, non serve ai cittadini ogliastrini.  Sono reparti inutili, non serve un presidio classico, ci vuole una soluzione moderna evoluta che soddisfi l’esigenza primaria: il soccorso di primo intervento ed il collegamento con le strutture regionali specializzate.

Non so se sia già arrivato il momento della proposta, perché prima di essa deve emergere la consapevolezza che il sistema attuale non funziona. Ecco perché continuerò a porre domande agli attuali “gestori” della sanità ogliastrina, attraverso questo blog ed attraverso altri mezzi convenzionali e non. Nella speranza che i cittadini ogliastrini, in un sussulto d’orgoglio, caccino dal tempio gli abusivi e si riapproprino del proprio destino.

Consapevole che, affinché ciò accada, prima di tutto vada dispersa quella cappa di narcotico torpore che avvolge l’Ogliastra.

Ecco perché è imprescindibile demolire. Solo allora i nostri cittadini avranno la facoltà di ricostruire.

R.S.