Blog di Raimondo Schiavone ed amici.

Marras serve trasparenza anche sulle pandine

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Visto che i Sindaci ogliastrini hanno aperto una nuova metodologia, anche se non riuscita, per la selezione del Manager della Asl, ora ci aspettiamo una vera operazione di trasparenza da parte del nuovo DG Marras. Ci piacerebbe non solo avere una risposta alle nostre domande, che peraltro recapiteremo presto alla sua posta, magari un manifesto per evitare che perda la missiva, ma speriamo anche che avvii il suo mandato con trasparenza.

Infatti sarebbe bello sapere come si e' arrivati alla sua nomina e soprattutto se ci sono stati medici o ex medici di Lanusei che hanno sollecitato la sua designazione.
Perché pur essendo vero che i poveri sindaci ogliastrini hanno fatto una figura barbina in questa vicenda e' anche vero che girano voci di strategie feline messe in campo per rafforzare la scelta.
Ecco dott. Marras ci dica lei. Perché sa qui in ogliastra le cose in campo sanitario non vanno bene, l'ospedale vive da tempo in stato vegetativo, e si parla spesso di problemi di turni, di privilegi, di dirigenza sopra valutate e così via.
Partiamo bene dotto Marras. Un'ultima domanda, ma quante pandine bianche ha comprato la Asl in questi intimi mesi. Si dice in giro che Agnelli sta pensando ad un premio al territorio, ci regalerà un cartepillar per demolire l'ospedale. 

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L'editoriale

Ci sono momenti nei quali è bene non pensare solo a se stessi ed è giusto cominciare a ragionare sull’interesse comune. Momenti nei quali ti accorgi che, se puoi, devi tentare di risvegliare la coscienza collettiva verso un obiettivo di interesse generale.

Ecco perché ho deciso di parlare di Sanità in Ogliastra. In maniera non convenzionale. Perché, se lo avessi fatto con i canoni ordinari della comunicazione, l’attenzione sarebbe stata pari a zero. Oggi fa effetto l’eclatanza, devi colpire forte, in caso contrario prevale l’ininfluenza. Anni di professione me lo hanno insegnato. Ecco il perché di manifesti con frasi ad effetto, che non potevano passare inosservate e che, di fatto, hanno sollevato un polverone.

Da un lato solo polemiche. Nessuna sorpresa. Ero certo che la ASL non sarebbe riuscita ad andare oltre la classica minaccia di denuncia. Del resto, tale è il livello del management. Da un altro lato mi aspettavo la mistificazione, il tentativo subdolo di ribaltare le mie parole come fossero un j’accuse diretto al personale medico e sanitario, al quale riservo tutta la mia empatia e solidarietà, essendo essi stessi vittime del sistema. Ma mi aspettavo anche una piccola reazione, e questa sta cominciando ad emergere: da qualche giorno la discussione sulla sanità prende piede e cominciano ad affiorare voci, discussioni.

Qualche sindaco sonnolento inizia lentamente a risvegliarsi, magari destato dall’imminente campagna elettorale, ma va ugualmente bene. Anche partiti ormai in via d’estinzione fanno timidamente capolino.

Benissimo, ben venga tutto ciò. Ma non basta. Non ci si può fermare ad un sterile riconoscimento dello stato di fatto, della inefficienza del sistema sanitario territoriale, senza cercare e proporre a possibili soluzioni. Per individuare e cominciare a percorrere una strada nuova, è inevitabile abbandonare la vecchia. E in questo caso è necessario smantellare il vecchio sistema.

Questo ospedale – ribadisco – così come è strutturato, non serve ai cittadini ogliastrini.  Sono reparti inutili, non serve un presidio classico, ci vuole una soluzione moderna evoluta che soddisfi l’esigenza primaria: il soccorso di primo intervento ed il collegamento con le strutture regionali specializzate.

Non so se sia già arrivato il momento della proposta, perché prima di essa deve emergere la consapevolezza che il sistema attuale non funziona. Ecco perché continuerò a porre domande agli attuali “gestori” della sanità ogliastrina, attraverso questo blog ed attraverso altri mezzi convenzionali e non. Nella speranza che i cittadini ogliastrini, in un sussulto d’orgoglio, caccino dal tempio gli abusivi e si riapproprino del proprio destino.

Consapevole che, affinché ciò accada, prima di tutto vada dispersa quella cappa di narcotico torpore che avvolge l’Ogliastra.

Ecco perché è imprescindibile demolire. Solo allora i nostri cittadini avranno la facoltà di ricostruire.

R.S.