Blog di Raimondo Schiavone ed amici.

La lista della Asl e le pandine bianche

sfondo-bianco
Nei giorni scorsi abbiamo parlato della interconnessione fra politica e sanità o meglio della influenza reciproca fra i due ambienti. La mala sanità deriva da questa relazione morbosa, fedifraga, patologica che lega i due ambiti. Chi ne beneficia è la politica chi ci rimette sono i cittadini quelli deboli, quelli che hanno bisogno. E sul bisogno che trova fondamento questa santa alleanza patologica. Facciamo un esempio, per farci capire da tutti anche da quelli che non vogliono capire. A Barisardo si sono presentate due liste, quella del sindaco uscente, un giovane che sta facendo una bella esperienza ed in contrapposizione la lista che noi definiamo della Asl. Troppi candidati hanno una interconnessione con quel sistema, e questo, lasciatecelo dire, non va bene. Quando la sanità si appropria della politica si verifica quello che stiamo vivendo, il declino della prima perché chi la governa ne viene influenzato.

Qualcuno ci dira': ora e' arrivato il nuovo DG, cambiera' tutto. Porremo al nuovo manager le 7 domande che abbiamo posto al facente funzioni, primo firmatario della lista bariese, ma statene certi continuerete a vedere le pandine bianche girare per l'Ogliastra ma se andrete al pronto soccorso prima di entrare fatevi il segno della croce.

I nostri post

LABORATORI ESTIVI | OPIFICIO INNOVA

Laboratori estivi di coding e robotica educativa | Opificio Innova Iscriviti ad entrambi i corsi per avere uno sconto del 10%! Scarica il calendario I laboratori si svolgono a Cagliari presso l’Ex

Read More »

LABORATORI ESTIVI | OPIFICIO INNOVA

Laboratori estivi di coding e robotica educativa | Opificio Innova Iscriviti ad entrambi i corsi per avere uno sconto del 10%! Scarica il calendario I laboratori si svolgono a Cagliari presso l’Ex

Read More »

L'editoriale

Ci sono momenti nei quali è bene non pensare solo a se stessi ed è giusto cominciare a ragionare sull’interesse comune. Momenti nei quali ti accorgi che, se puoi, devi tentare di risvegliare la coscienza collettiva verso un obiettivo di interesse generale.

Ecco perché ho deciso di parlare di Sanità in Ogliastra. In maniera non convenzionale. Perché, se lo avessi fatto con i canoni ordinari della comunicazione, l’attenzione sarebbe stata pari a zero. Oggi fa effetto l’eclatanza, devi colpire forte, in caso contrario prevale l’ininfluenza. Anni di professione me lo hanno insegnato. Ecco il perché di manifesti con frasi ad effetto, che non potevano passare inosservate e che, di fatto, hanno sollevato un polverone.

Da un lato solo polemiche. Nessuna sorpresa. Ero certo che la ASL non sarebbe riuscita ad andare oltre la classica minaccia di denuncia. Del resto, tale è il livello del management. Da un altro lato mi aspettavo la mistificazione, il tentativo subdolo di ribaltare le mie parole come fossero un j’accuse diretto al personale medico e sanitario, al quale riservo tutta la mia empatia e solidarietà, essendo essi stessi vittime del sistema. Ma mi aspettavo anche una piccola reazione, e questa sta cominciando ad emergere: da qualche giorno la discussione sulla sanità prende piede e cominciano ad affiorare voci, discussioni.

Qualche sindaco sonnolento inizia lentamente a risvegliarsi, magari destato dall’imminente campagna elettorale, ma va ugualmente bene. Anche partiti ormai in via d’estinzione fanno timidamente capolino.

Benissimo, ben venga tutto ciò. Ma non basta. Non ci si può fermare ad un sterile riconoscimento dello stato di fatto, della inefficienza del sistema sanitario territoriale, senza cercare e proporre a possibili soluzioni. Per individuare e cominciare a percorrere una strada nuova, è inevitabile abbandonare la vecchia. E in questo caso è necessario smantellare il vecchio sistema.

Questo ospedale – ribadisco – così come è strutturato, non serve ai cittadini ogliastrini.  Sono reparti inutili, non serve un presidio classico, ci vuole una soluzione moderna evoluta che soddisfi l’esigenza primaria: il soccorso di primo intervento ed il collegamento con le strutture regionali specializzate.

Non so se sia già arrivato il momento della proposta, perché prima di essa deve emergere la consapevolezza che il sistema attuale non funziona. Ecco perché continuerò a porre domande agli attuali “gestori” della sanità ogliastrina, attraverso questo blog ed attraverso altri mezzi convenzionali e non. Nella speranza che i cittadini ogliastrini, in un sussulto d’orgoglio, caccino dal tempio gli abusivi e si riapproprino del proprio destino.

Consapevole che, affinché ciò accada, prima di tutto vada dispersa quella cappa di narcotico torpore che avvolge l’Ogliastra.

Ecco perché è imprescindibile demolire. Solo allora i nostri cittadini avranno la facoltà di ricostruire.

R.S.