Blog di Raimondo Schiavone ed amici.

Soggiogare i bisognosi di cure per tenere sotto controllo il sistema

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Ponetevi una domanda. Perché e' così facile per chi gestisce la sanità, in qualunque luogo, ma a noi interessa l'Ogliastra, tenere sotto controllo l'ira della masse che si scontrano quotidianamente con i disservizi e le disfunzioni del sistema sanitario? Per molti la risposta è ovvia ma e' bene ribadire il concetto. Perché anche ora in Ogliastra stanno spargendo narcotico per tenere le persone sotto controllo, lo fanno metodicamente, con scienza e scrupolo, lo fanno per salvaguardare i propri interessi. I politici, in prevalenza, perché devono stare all'interno del recinto del politicamente corretto, come le pecore di un gregge, altri perché tenere in mano le persone con piccoli favoretti e raccomandazioni crea consenso. I non politici, quelli che gestiscono i sistemi nell'ombra, controllano i politici esposti elargendo qualche prebenda che torna sempre utile in campagna elettorale.

Ma per tornare alla domanda di prima, pensate un po…ce la vedete una signora anziana, magari sola, protestare contro il sistema sanitario che magari la umilia ogni volta che deve fare un accertamento o una visita. O magari ve lo immaginate un figlio o una figlia che ha il padre malato e deve inchinarsi al potere costituito per una visita o per un ricovero?
Fanno leva sui bisognosi! Si proprio sulle persone più fragili. Il problema é che quanto alla salute siamo tutti un po' fragili, perché siamo figli, nipoti, padri, mamme, fratelli o cugini. Ognuno di noi si confronta quotidianamente con un bisogno sanitario, e c'è chi approfitta di questo bisogno.
Lo so c'è lo diciamo fra noi in camera caritatis ed è difficile dirlo davanti a tutti, e' complicato esporsi, anche perché ci sono sempre i moralisti del politicamente corretto che sono lì a criticarti a cercare di denigrarti a far apparire la tua protesta come strumentale.
È illusorio pensare che un giorno si ribellino tutti a questo sistema, ma è bello pensare che prima o poi qualcuno da quel sistema esca e da profittatore del bisogno altrui o semplice complice inconsapevole prenda le distanze e venga dalla parte dei più fragili di quelli che hanno bisogno.

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L'editoriale

Ci sono momenti nei quali è bene non pensare solo a se stessi ed è giusto cominciare a ragionare sull’interesse comune. Momenti nei quali ti accorgi che, se puoi, devi tentare di risvegliare la coscienza collettiva verso un obiettivo di interesse generale.

Ecco perché ho deciso di parlare di Sanità in Ogliastra. In maniera non convenzionale. Perché, se lo avessi fatto con i canoni ordinari della comunicazione, l’attenzione sarebbe stata pari a zero. Oggi fa effetto l’eclatanza, devi colpire forte, in caso contrario prevale l’ininfluenza. Anni di professione me lo hanno insegnato. Ecco il perché di manifesti con frasi ad effetto, che non potevano passare inosservate e che, di fatto, hanno sollevato un polverone.

Da un lato solo polemiche. Nessuna sorpresa. Ero certo che la ASL non sarebbe riuscita ad andare oltre la classica minaccia di denuncia. Del resto, tale è il livello del management. Da un altro lato mi aspettavo la mistificazione, il tentativo subdolo di ribaltare le mie parole come fossero un j’accuse diretto al personale medico e sanitario, al quale riservo tutta la mia empatia e solidarietà, essendo essi stessi vittime del sistema. Ma mi aspettavo anche una piccola reazione, e questa sta cominciando ad emergere: da qualche giorno la discussione sulla sanità prende piede e cominciano ad affiorare voci, discussioni.

Qualche sindaco sonnolento inizia lentamente a risvegliarsi, magari destato dall’imminente campagna elettorale, ma va ugualmente bene. Anche partiti ormai in via d’estinzione fanno timidamente capolino.

Benissimo, ben venga tutto ciò. Ma non basta. Non ci si può fermare ad un sterile riconoscimento dello stato di fatto, della inefficienza del sistema sanitario territoriale, senza cercare e proporre a possibili soluzioni. Per individuare e cominciare a percorrere una strada nuova, è inevitabile abbandonare la vecchia. E in questo caso è necessario smantellare il vecchio sistema.

Questo ospedale – ribadisco – così come è strutturato, non serve ai cittadini ogliastrini.  Sono reparti inutili, non serve un presidio classico, ci vuole una soluzione moderna evoluta che soddisfi l’esigenza primaria: il soccorso di primo intervento ed il collegamento con le strutture regionali specializzate.

Non so se sia già arrivato il momento della proposta, perché prima di essa deve emergere la consapevolezza che il sistema attuale non funziona. Ecco perché continuerò a porre domande agli attuali “gestori” della sanità ogliastrina, attraverso questo blog ed attraverso altri mezzi convenzionali e non. Nella speranza che i cittadini ogliastrini, in un sussulto d’orgoglio, caccino dal tempio gli abusivi e si riapproprino del proprio destino.

Consapevole che, affinché ciò accada, prima di tutto vada dispersa quella cappa di narcotico torpore che avvolge l’Ogliastra.

Ecco perché è imprescindibile demolire. Solo allora i nostri cittadini avranno la facoltà di ricostruire.

R.S.